365notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 4 min di lettura2 ore fa

Leclerc sfida Verstappen, Antonelli incanta: il verdetto di Austin

La Ferrari convince con gli aggiornamenti e il passo gara, mentre il pilota Mercedes trasforma un weekend difficile nella vittoria più completa della stagione.

La manovra di Charles Leclerc alla curva 5, completata al primo giro ai danni di Max Verstappen, ha dato subito la misura del potenziale Ferrari ad Austin. Il monegasco ha affrontato uno dei punti più impegnativi del circuito con grande decisione, sostenuto da una SF-26 stabile e precisa anche nei tratti più veloci.

Nelle prove libere era stato proprio Leclerc l’unico a percorrere quella curva senza sollevare il piede dall’acceleratore. Per trasformare quella qualità tecnica in un sorpasso, però, servivano anche coraggio e tempismo: caratteristiche che il pilota Ferrari ha mostrato in una delle sue prove più convincenti dell’anno.

Offerta del giorno26 ottobre

Douglas

-20% su tanti prodotti da Douglas

Scade tra 2 giorni
*********


Ferrari, gli aggiornamenti danno risposte

Il risultato di Austin offre indicazioni incoraggianti soprattutto sul piano tecnico. Il nuovo pacchetto portato da Maranello ha funzionato immediatamente, aumentando non soltanto il carico aerodinamico, ma anche l’ampiezza della finestra nella quale la monoposto può essere sfruttata con efficacia.

Per tutta la gara il retrotreno è rimasto solido e la vettura ha mantenuto un buon equilibrio sia nelle curve rapide sia nei tornanti. Anche la gestione delle gomme dure è stata positiva, con un rendimento legato al ritmo puro e non soltanto alla conservazione degli pneumatici.

La nuova configurazione sembra inoltre aver restituito agli ingegneri maggiore libertà nelle regolazioni meccaniche. Altezze da terra più elevate e sospensioni meno rigide potrebbero ora essere utilizzate senza compromettere in modo eccessivo il comportamento aerodinamico, creando un compromesso più efficace tra aderenza, risposta della vettura e durata delle gomme.

Il circuito texano, caratterizzato da curve molto diverse e da un asfalto irregolare, era un banco di prova severo. La Ferrari lo ha superato mostrando una velocità in curva notevole, anche se il limite sui rettilinei resta evidente: potenza, efficienza energetica e resistenza all’avanzamento continuano a penalizzare la SF-26.


Antonelli completa la rimonta

Andrea Kimi Antonelli ha costruito il successo attraverso una gestione della gara di livello superiore. La partenza con le gomme medie è stata efficace, ma il passaggio decisivo è arrivato nel primo tratto di gara, quando il pilota Mercedes ha mantenuto un’andatura elevata senza uscire dalla finestra di utilizzo degli pneumatici.

Austin mette continuamente in contrasto velocità e durata delle gomme. Antonelli è riuscito a tenere insieme entrambe le esigenze, inanellando giri molto regolari e trasformando la costanza in un vantaggio concreto sugli avversari.

Il merito è anche della lettura strategica della Mercedes, che ha individuato nella mescola dura una soluzione abbastanza competitiva per puntare su una sola sosta. Una scelta considerata rischiosa alla vigilia si è rivelata invece determinante, mentre George Russell ha chiuso a quasi un minuto dal compagno di squadra. La penalità ricevuta dal britannico è apparsa discutibile, ma non spiega da sola una differenza di rendimento così ampia.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il trionfo riassume il percorso compiuto da Antonelli durante la stagione. Dopo le difficoltà iniziali, il giovane italiano ha lavorato con gli ingegneri per correggere i problemi della W17, soprattutto nel settore finale, dove il surriscaldamento delle gomme posteriori causava sovrasterzo e perdita di aderenza.


Il problema nato nelle prove

Durante le sessioni del venerdì, il retrotreno arrivava nelle curve lente con temperature lontane dal livello ideale. Le possibilità di intervenire sulla meccanica erano ormai limitate e ad Antonelli era stato chiesto di compensare il comportamento della vettura attraverso il proprio stile di guida.

La risposta è arrivata già in qualifica, quando il pilota ha trovato il modo di limitare il problema senza rinunciare alla prestazione sul giro secco. In gara, poi, quella soluzione si è trasformata in una prova completa: ritmo, controllo degli pneumatici e capacità di leggere le diverse fasi della corsa.

Mercedes ha così raccolto il massimo da un fine settimana cominciato in salita. Antonelli, atteso a una possibile conquista del titolo mondiale già domenica prossima in Messico, ha offerto ad Austin una dimostrazione di maturità ben oltre la sua esperienza.


Un equilibrio ancora da trovare

La Ferrari ha scelto di valorizzare soprattutto i propri punti di forza. Invece di ridurre parzialmente il divario sui rettilinei sacrificando parte della prestazione in curva, la squadra ha privilegiato carico, stabilità e comportamento degli pneumatici.

Questa impostazione ha lasciato la SF-26 esposta nei tratti ad alta velocità, ma ha prodotto un passo gara molto competitivo. Anche Lewis Hamilton avrebbe potuto beneficiare del rendimento della vettura, ma la sua corsa è stata condizionata dalla Virtual Safety Car, che ha alterato lo svolgimento della gara.

Il Gran Premio degli Stati Uniti si è quindi deciso sull’intreccio tra guida e strategia. La Mercedes ha trasformato un limite iniziale in una vittoria, Ferrari ha trovato conferme importanti dagli aggiornamenti e Red Bull ha pagato una gestione meno efficace, con Verstappen penalizzato sia dalle scelte adottate sia da una monoposto non sempre facile da controllare.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere