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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Marquez contro Rossi, la sfida infinita: «Valentino si arrabbierebbe»

Fonsi Nieto, che ha lavorato con Martín e conosce bene Márquez, individua nel decimo titolo il motore principale della carriera del pilota spagnolo.

Valentino Rossi non resterebbe indifferente davanti a un eventuale decimo titolo mondiale di Marc Márquez. Fonsi Nieto, amico dell’ex campione italiano e profondo conoscitore dell’ambiente MotoGP, non ha dubbi: «Certo che si arrabbierebbe, come potrebbe non arrabbiarsi? Un atleta è un atleta fino alla morte. Non fino al ritiro».

Secondo l’ex pilota, oggi allenatore, direttore sportivo e disc jockey, Márquez avrebbe ormai individuato in Rossi il principale termine di paragone. Il traguardo dei dieci titoli, sfiorato da Valentino e ancora nel mirino di Marc, alimenterebbe una rivalità che va oltre gli avversari presenti in griglia.

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Il decimo titolo è l’obiettivo di Marc

Nieto ritiene che la rincorsa alla decima corona rappresenti una spinta quotidiana per Márquez, nonostante i problemi fisici alla spalla e al braccio. A suo giudizio, la determinazione necessaria per allenarsi e continuare a sacrificarsi nasce spesso proprio dal confronto con un grande rivale.

Nella storia dello sport, ha spiegato, molte leggende sono state trascinate dalla presenza di un antagonista all’altezza: il riferimento è alle sfide tra Rossi e Biaggi oppure tra Larry Bird e Magic Johnson. Per questo Nieto considera plausibile che Márquez voglia superare Rossi anche sul piano dei titoli: «Chi non vorrebbe superare Valentino Rossi dopo tutto quello che ha realizzato?».


Nieto conosce bene entrambi

L’analisi è arrivata da una persona che ha condiviso esperienze importanti con entrambi i piloti. Nieto ha seguito Márquez per sette o otto anni, osservandone da vicino l’evoluzione, mentre con Jorge Martín ha lavorato a stretto contatto nel box Pramac Ducati.

Il confronto tra i due contendenti è stato affrontato prima della gara Sprint di sabato a Mandalika, vinta da Márquez, e dell’incidente che ha provocato il grave infortunio di Martín. Nieto aveva dunque ragionato sulla sfida iridata senza poter tenere conto degli sviluppi successivi del fine settimana australiano.


Martín ha costruito una crescita enorme

Parlando del periodo trascorso al fianco di Martín, Nieto ha precisato che il rapporto non è durato due stagioni, bensì quattro, fino alla conquista del campionato. Ha descritto una trasformazione evidente del pilota e dell’intera squadra, ricordando l’impatto immediato avuto già nei primi appuntamenti.

Martín era stato subito protagonista in una sessione di prove libere in Qatar e aveva poi conquistato una vittoria in Austria durante la sua prima annata. Il titolo sfumato nella precedente sfida contro il team ufficiale, secondo Nieto, era comprensibile; quello ottenuto in seguito è stato invece il risultato di un percorso definito straordinario.

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Il talento di Márquez resta unico

Nel giudizio su Márquez, Nieto ha usato parole molto forti, considerandolo il migliore di sempre per ciò che riesce a realizzare in pista. Le sue traiettorie al limite, le frenate apparentemente impossibili e i salvataggi in curva continuano a sorprendere anche chi lo ha osservato per anni.

«A volte Marc sfida le leggi della fisica», ha sintetizzato Nieto, descrivendo un pilota capace di sembrare sul punto di andare largo senza poi perdere la linea. La sua esperienza e i nove titoli già conquistati sono indicati come i principali punti di forza nella corsa attuale.


Errori e qualifiche decideranno tutto

Quanto alla lotta per il campionato, Nieto non ha voluto indicare un favorito. La sua previsione resta in equilibrio: entrambi avrebbero il 50% di possibilità, con il risultato legato soprattutto alla capacità di limitare gli errori.

Un altro fattore decisivo, a suo parere, sarà la posizione di partenza. Il campionato potrebbe essere indirizzato più nella giornata del sabato, durante le qualifiche, che nella gara domenicale. Martín ha sempre avuto nella velocità sul giro secco una delle sue armi migliori, ma con Aprilia ci sono stati fine settimana in cui questo rendimento è venuto meno.


L’ego può tradire Márquez

Nieto vede quindi nella qualificazione uno degli aspetti su cui Martín e la sua squadra devono crescere. Per Márquez, invece, il limite sarebbe soprattutto mentale: quando un rivale lo costringe a subire la sua stessa aggressività, il pilota può reagire lasciandosi coinvolgere emotivamente.

Sorpassi estremi, traiettorie chiuse e manovre capaci di innervosirlo possono spingerlo oltre il limite. Proprio in quei momenti, secondo Nieto, l’ego rischia di prendere il sopravvento e di trasformarsi nell’unica vera vulnerabilità di un campione che, per il resto, mostra pochissimi punti deboli.

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