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Motori 1 min di lettura2 ore fa

Leclerc sbotta in qualifica: cosa ha tradito la Ferrari ad Austin

Dopo prove libere da protagonista, la Ferrari si ritrova fuori dalla prima fila e il monegasco esplode via radio per problemi a gomme, ala e retrotreno.

La Ferrari sembrava avere il passo per puntare alla prima fila nel Gran Premio degli Stati Uniti, ma la fase decisiva delle qualifiche ha ribaltato le attese. Charles Leclerc partirà dalla quarta posizione, mentre Lewis Hamilton sarà quinto: un risultato maturato dopo sessioni di prove libere dominate dalle due monoposto rosse.

La delusione del monegasco è emersa subito dopo l’ultimo tentativo in Q3, quando il pilota ha ricevuto dal suo ingegnere Bryan Bozzi la conferma del piazzamento. La sua reazione ha messo in evidenza problemi di equilibrio e di gestione degli pneumatici che, nel momento decisivo, hanno impedito alla Ferrari di concretizzare quanto mostrato in precedenza.

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Il bilanciamento manda Leclerc in crisi

Nel colloquio con il muretto, Leclerc ha contestato soprattutto il comportamento dell’ala anteriore. «Troppo, ca**o! Troppo carico sull’ala anteriore», ha urlato, spiegando così la sensazione di una vettura poco efficace nella fase conclusiva del giro.

Il pilota ha inoltre riferito di avere avuto un margine di utilizzo delle gomme estremamente ridotto. A suo giudizio, gli pneumatici erano difficili da portare nella finestra corretta e il problema ha compromesso la prestazione proprio quando serviva trovare il massimo rendimento in Q3.

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L’ultimo settore cancella la prima fila

A pesare sul risultato è stato anche il tratto finale del circuito. Leclerc ha descritto l’ultimo settore come particolarmente negativo, citando bloccaggi al posteriore e una scarsa aderenza nella parte retrostante della vettura.

Lo sfogo è arrivato a caldo, ma fotografa la frustrazione per un’occasione sfumata. Dopo essere stata davanti durante tutte le sessioni di prova, la Ferrari non è riuscita ad andare oltre la seconda e la terza fila: Leclerc scatterà quarto e Hamilton quinto, lasciando alla squadra il compito di capire perché il rendimento sia calato nel momento più importante.

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