Austin, Antonelli sorprende tutti: Ferrari beffata nel finale
La Mercedes ritrova competitività grazie al talento dell’italiano, mentre il Cavallino perde la prima fila dopo aver dominato le prove
La gara di Austin si annuncia complessa già dalla partenza: Andrea Kimi Antonelli dovrà difendere la posizione da Max Verstappen, mentre alle loro spalle Isack Hadjar completa una prima fila inattesa per la Red Bull. La gestione delle gomme e delle strategie potrebbe diventare decisiva, soprattutto su una pista tecnica e caratterizzata da numerosi avvallamenti.
Anche Racing Bulls si conferma la realtà più brillante del centro gruppo. Gli interventi aerodinamici portati in Texas hanno migliorato la monoposto senza comprometterne l’equilibrio, offrendo alla squadra di Faenza un ulteriore passo avanti.
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La Mercedes ha trovato la chiave
Il risultato di Antonelli assume ancora più valore considerando le difficoltà incontrate dalla Mercedes con il nuovo pacchetto tecnico. Dopo il confronto tra le due configurazioni effettuato a Singapore, entrambe le vetture di Brackley hanno utilizzato gli aggiornamenti ad Austin, compresa la nuova ala anteriore.
Il lavoro sull’assetto meccanico è stato particolarmente delicato. La W17 è cambiata molto con gli sviluppi e i tecnici hanno dovuto cercare un compromesso per restituire stabilità alla vettura, mentre i piloti hanno faticato ad adattare il proprio stile di guida al comportamento modificato della monoposto.
Antonelli, in particolare, ha dovuto convivere con un forte sottosterzo nelle curve lente. Le prove libere lo avevano visto commettere diversi errori, ma in qualifica l’italiano è riuscito a risolvere proprio il problema che lo aveva accompagnato per tutto il fine settimana.
Il passaggio decisivo è arrivato nel terzo settore della pista. Nelle curve più lente, quelle in cui aveva chiesto numerosi interventi sul bilanciamento, Kimi ha costruito il vantaggio sulla Ferrari e ha chiuso con quasi 8 decimi su George Russell. La pole, dunque, è stata determinata soprattutto dalla capacità del pilota di sfruttare una vettura ancora difficile da interpretare.
Ferrari, occasione persa in qualifica
Il Cavallino aveva mostrato un ritmo molto competitivo nelle prove libere, ma Charles Leclerc e Lewis Hamilton partiranno soltanto dalla quarta e dalla quinta posizione. Per Leclerc il rimpianto è doppio: il suo tempo della fase precedente sarebbe bastato per conquistare la prima fila, mentre il tentativo conclusivo è risultato addirittura più lento.
Il monegasco ha individuato nell’eccessiva incidenza dell’ala anteriore uno dei problemi principali. La SF-26 è sembrata troppo caricata sull’avantreno e questo ha provocato scivolamenti al posteriore, con conseguente surriscaldamento degli pneumatici e perdita della corretta finestra di utilizzo.
Anche il vento, diventato più intenso nell’ultima sessione, potrebbe aver contribuito a rendere instabile la vettura. Il dato positivo per Maranello resta tuttavia il rendimento complessivo della monoposto: i curvoni veloci del primo settore si adattano bene al progetto e gli aggiornamenti non ne hanno modificato negativamente l’equilibrio.
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Sorprendentemente, la Ferrari è stata efficace anche nella parte più lenta del tracciato, dove avrebbe dovuto emergere la sua difficoltà in trazione. La SF-26 è apparsa agile e composta a bassa velocità. Non è ancora chiaro se il miglioramento dipenda direttamente dagli sviluppi o dal lavoro sull’assetto, ma questa caratteristica potrebbe aiutare a preservare le gomme posteriori durante la gara.
Hamilton ha invece reagito meglio rispetto al venerdì, quando aveva iniziato il fine settimana con una configurazione diversa da quella scelta da Leclerc. La competitività mostrata nei diversi settori lascia quindi aperta la possibilità di una rimonta, nonostante il risultato della qualifica abbia ridimensionato il potenziale visto nelle sessioni precedenti.
Verstappen perde il controllo del giro
Il secondo posto di Antonelli ha lasciato Verstappen davanti a una situazione inattesa. La Red Bull sembrava la candidata principale alla pole dopo il riferimento ottenuto in Q2 con pneumatici già utilizzati, ma nella fase decisiva il comportamento della RB22 è cambiato.
Il pilota olandese ha descritto una vettura diventata improvvisamente meno equilibrata. L’aumento del vento avrebbe accentuato gli scivolamenti e reso più complicata la gestione dei sobbalzi dell’asfalto texano, impedendogli di confermare il rendimento mostrato poco prima.
Alle sue spalle partirà Hadjar, autore del terzo tempo dopo un avvio di fine settimana complicato. La Red Bull è riuscita a modificare l’assetto in base alle sue esigenze, permettendogli di recuperare competitività proprio nel momento più importante.
McLaren ancora lontana
La McLaren non è riuscita a invertire il trend negativo e ha chiuso la qualifica come quarta forza, con un distacco vicino agli 8 decimi dalla vetta. Lando Norris ha indicato nella difficoltà di sfruttare con continuità il potenziale della MCL40 il limite principale, più che nella mancanza assoluta di velocità.
La monoposto papaya continua a richiedere una guida aggressiva ma precisa, lasciando ai piloti margini ridotti per correggere gli errori. Le novità introdotte ad Austin hanno prodotto segnali incoraggianti, anche se il loro impiego in qualifica e in gara non era stato previsto inizialmente dal team.
In testa, intanto, Antonelli si prepara alla sua prima partenza dalla pole con la Mercedes aggiornata. Il successo nella sfida contro Verstappen gli darebbe la terza vittoria consecutiva, ma il compito sarà complicato: la Red Bull resta competitiva e Ferrari, nonostante l’occasione mancata, conserva un ritmo sufficiente per puntare al podio e, con la gestione giusta, anche alla vittoria.
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