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Motori 3 min di lettura2 ore fa

La Delta del mistero Safari torna in vendita: cosa nasconde

La Lancia HF Integrale Martini Racing legata al rally africano del 1990 conserva allestimento, documenti e tracce della possibile sostituzione in gara.

C'è una storia mai provata fino in fondo dietro la Lancia Delta HF Integrale Martini Racing ora proposta ai collezionisti: durante il Safari Rally del 1990, questa vettura potrebbe essere stata utilizzata per rimettere in gara la Delta di Juha Kankkunen. A rendere credibile il racconto sono alcuni componenti rimasti sull'esemplare, oltre alla consuetudine delle squadre dell'epoca di ricorrere a soluzioni d'emergenza lontano dai box.


Il dettaglio che alimenta il mito

La vettura porta la targa TO51892N e fu costruita da Abarth per la Squadra Corse Lancia. Nei documenti del rally africano risulta registrata come mezzo di assistenza veloce, preparato per affrontare lo stesso percorso dei concorrenti trasportando attrezzi e parti di ricambio. Al volante c'erano il rallista Dario Cerrato e il meccanico Giacomo Luchi.

La leggenda racconta che, dopo un grave problema meccanico alla Delta numero 5 di Kankkunen, i meccanici Abarth abbiano trasferito nella boscaglia africana targhette, numeri e alcuni elementi della vettura ufficiale sull'auto di servizio. Il pilota finlandese avrebbe così potuto proseguire la gara, chiudendo al secondo posto. L'episodio non è mai stato confermato, ma il sedile personalizzato di Kankkunen e il cofano con numero di telaio e targa della sua auto rafforzano questa ricostruzione.


La vettura nata per il Safari

Nel 1990 la formazione Martini Lancia schierava tre equipaggi: Miki Biasion con Tiziano Siviero sulla vettura numero 2, Alex Fiorio con Luigi Pirollo sulla numero 4 e Juha Kankkunen con Juha Piironen sulla numero 5. Accanto alle tre Delta da gara erano presenti un muletto, identificato dalla targa TO51888N, e la TO51892N destinata all'assistenza rapida.

A metà competizione, il ritiro di Fiorio per un guasto elettrico modificò l'impiego della vettura: il pilota prese infatti il posto di Cerrato e completò il percorso a bordo dell'auto di supporto. L'esemplare oggi in vendita conserva inoltre le tracce del suo impiego specifico, tra cui il triplo strumento Halda Trip-Master e il contrassegno assicurativo keniota dell'epoca rilasciato da Vic Preston.

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Una storia documentata dai collaudi

La Delta è anche protagonista del cortometraggio “Lancia Works Magic”, dedicato alla sua costruzione. Le immagini seguono la trasformazione dal telaio nudo fino alle verifiche conclusive svolte sul circuito de La Mandria, con i collaudi eseguiti da Pinto insieme all'ingegner Roberti.

L'auto dispone delle certificazioni FCA Heritage e Lancia Classiche ed è indicata come conservata con il massimo livello di originalità. Dal 2004 fa parte, intatta, di un'importante collezione Lancia; prima di allora aveva avuto un solo proprietario dal 1994, dopo essere stata donata a Telethon.


Dalla collezione ai grandi eventi

L'esemplare può partecipare a manifestazioni come Rallylegend, Eifel Rallye Festival e Goodwood FoS. È inoltre idoneo alla richiesta dell'omologazione ASI Targa Oro, un elemento che ne amplia l'interesse per chi cerca una vettura da competizione storica utilizzabile anche negli eventi dedicati alle auto da rally.

Il valore della Delta non dipende quindi soltanto dalla livrea Martini Racing o dal legame con una delle più importanti vetture da rally. A distinguerla sono la preparazione ufficiale Abarth, la documentazione legata al Safari Rally del 1990 e quel possibile scambio in gara che, pur restando una storia tramandata nell'ambiente, continua ad accompagnare la sua identità.

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