KLE 650, il ritorno che Kawasaki potrebbe svelare a EICMA
Una pratica australiana riaccende le ipotesi sull’enduro stradale di Akashi: il modello potrebbe arrivare nel 2027 con il bicilindrico da 649 cm³.
La possibile novità Kawasaki potrebbe avere già una vetrina e una finestra temporale: il ritorno della sigla KLE 650 potrebbe infatti essere tra i temi dell’edizione 2026 di EICMA, in programma a novembre. Per ora, tuttavia, l’unico riferimento concreto resta una pratica di omologazione emersa in Australia.
Il progetto si inserirebbe accanto alle altre novità della casa giapponese attese sul mercato, compresa la Versys 900. Non ci sono ancora immagini ufficiali né una scheda tecnica, quindi ogni ricostruzione resta necessariamente prudente.
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Prezzo e debutto restano da definire
Un possibile posizionamento economico può essere ricavato dai modelli già presenti nella gamma italiana. La KLE500 SE viene proposta a 6.990 euro, mentre per una Versys 650 servono 8.190 euro: una futura KLE 650 dovrebbe quindi collocarsi oltre la crossover stradale, ma con buone possibilità di rimanere sotto quota 10.000 euro.
Anche l’eventuale arrivo nei concessionari non ha ancora una data. Il calendario della pratica australiana fa pensare a un modello destinato al 2027, almeno per quel Paese; in Europa, invece, non risultano al momento indicazioni ufficiali. La presentazione a EICMA sarebbe una possibilità, non una conferma.
Kawasaki cerca una vera moto da viaggio
Da tempo nella gamma Kawasaki manca una bicilindrica di cilindrata media pensata davvero per l’uso su fondi non asfaltati. La Versys 650 utilizza ruote da 17 pollici e ha un’impostazione prevalentemente stradale; la Versys 1100 segue la stessa filosofia, con dimensioni e prestazioni superiori.
Una KLE 650 colmerebbe dunque lo spazio lasciato libero tra queste crossover e le rivali più orientate all’avventura, come Yamaha Ténéré 700 e Honda Transalp. L’ipotesi più coerente è quella di una moto con ruota anteriore da 19 o 21 pollici, posteriore da 18, sospensioni con circa 200 millimetri di escursione e sovrastrutture ispirate alle competizioni nel deserto.
Il nome richiama una storia precisa
La sigla non sarebbe una scelta casuale. Nel 1991 Kawasaki utilizzava il nome KLE 500 per una bicilindrica versatile con ruota anteriore da 21 pollici; inoltre, nel 2006, KLE 650 compariva nella denominazione di omologazione della prima Versys 650, prima di scomparire dalla nomenclatura commerciale.
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Il possibile ritorno della sigla senza il termine Versys suggerisce un’impostazione differente. Non una semplice stradale rialzata, quindi, ma una enduro stradale più vicina all’idea originaria della famiglia KLE.
Motore noto, ma progetto tutto nuovo
Il candidato più naturale sarebbe il bicilindrico parallelo Kawasaki da 649 cm³, già impiegato su Ninja 650, Z650 e Versys 650. Nella configurazione Euro 5+ sviluppa 67 CV a 8.500 giri, un valore che potrebbe essere mantenuto senza modificare radicalmente l’erogazione conosciuta.
Il riferimento per la massa potrebbe essere proprio la Versys 650, accreditata di 219 kg con 21 litri di carburante. Una KLE dotata di ruote a raggi, sospensioni più lunghe e protezioni di stampo rally potrebbe fermare la bilancia tra 220 e 230 kg: non sarebbe leggera, ma rientrerebbe nei valori della categoria.
La pratica australiana accende l’ipotesi
L’elemento che ha riaperto il dossier è una richiesta presentata agli uffici australiani il 16 ottobre 2026. Il documento cita una KLE 650 (SE), identificata come tipo LE650L e variante LE650N, ma non fornisce informazioni su potenza, ciclistica, dimensioni delle ruote o dotazioni.
Non si tratta di un brevetto e nemmeno della registrazione di un marchio: è una procedura di omologazione, spesso precedente di alcuni mesi alla commercializzazione. Kawasaki non ha comunque annunciato il modello, perciò anche l’equipaggiamento resta nel campo delle ipotesi. Il controllo di trazione, lo schermo TFT con connettività, il cambio rapido e la frizione centrifuga Smartride, già vista sulla KLE500 SE destinata al 2027, sarebbero soluzioni tecnicamente plausibili, ma non confermate.
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