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Il Sic è ancora qui: il ricordo di Marco vive oltre la pista

A quindici anni dalla tragedia di Sepang, Coriano e la Fondazione Simoncelli trasformano il dolore in memoria, solidarietà e aiuto concreto

A Coriano Marco Simoncelli sembra ancora presente. Lo raccontava Paolo Beltramo, giornalista che gli fu particolarmente vicino, descrivendo l’arrivo in paese tra bandiere, manifesti, striscioni e il numero 58: “Lui c’è. È nato lì, è cresciuto lì, ha finito lì, ma c’è, è presente”. Nel museo, nella piazza e nei luoghi che ne custodiscono il ricordo, il pilota romagnolo continua così a essere una presenza riconoscibile.

Il legame con la sua terra non si è limitato alla memoria. Nel tempo, il dolore della famiglia e delle persone a lui più vicine ha trovato una direzione concreta, attraverso iniziative sociali e progetti dedicati soprattutto ai ragazzi e alla sanità.

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La Fondazione ha cambiato il dolore

La Fondazione intitolata a Marco Simoncelli è oggi guidata anche dall’impegno di Kate Fretti, che all’epoca della tragedia era la sua compagna e che ne è diventata una figura centrale. L’organizzazione, nata inizialmente con interventi realizzati oltre i confini italiani insieme ad altre associazioni, concentra ora la maggior parte delle proprie risorse sul territorio nazionale.

Resta attiva anche la collaborazione con la Fondazione Francesca Rava di Milano. In Repubblica Dominicana è stato sostenuto un progetto all’interno di un orfanotrofio per ragazzi con disabilità: la struttura accoglie circa venti giovani ogni anno e, due anni fa, ha ricevuto altri 12.000 euro destinati all’acquisto di carrozzine specifiche.

L’intervento più importante rimane però il centro diurno di Santa Maria del Piano, vicino a Coriano, costruito nel 2009 grazie alle risorse della Fondazione. La struttura, che oggi funziona anche come casa famiglia, dispone di palestra, area giochi e piscina riabilitativa riscaldata; la comunità di Monte Tauro vi accompagna circa cinquanta ragazzi tra terapie e laboratori.

“Ci stiamo concentrando sulla fornitura di macchinari medici ad alta tecnologia”, ha spiegato Kate Fretti. Tra gli strumenti acquistati figurano ecografi, archi radiologici e respiratori, destinati soprattutto agli ospedali di Rimini e Riccione. Dal 2025 la Fondazione lavora direttamente con l’AUSL Romagna: un progetto viene scelto dall’organizzazione, mentre un altro viene individuato sulla base delle urgenze segnalate dalle strutture sanitarie.


Coriano custodisce il suo numero 58

Nel paese natale del pilota il ricordo passa anche da gesti ormai diventati consuetudine. Ogni domenica al tramonto la “Fiamma”, ideata da Lino Dainese, rimane accesa per 58 secondi. Il 23 ottobre, alle 19, la comunità si ritroverà inoltre in via Garibaldi per ricordare l’anniversario della scomparsa.

Il sindaco Gianluca Ugolini ha sottolineato che Simoncelli continua a rappresentare “la storia e l’identità di Coriano”. A due chilometri dal centro si trova la struttura della Fondazione, mentre il museo dedicato al pilota conserva oggetti e immagini della sua carriera. Sulla parete esterna della casa spicca un grande mosaico che lo ritrae senza casco durante il giro d’onore seguito alla conquista del titolo mondiale della 250 nel 2008.

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Paolo Simoncelli vede in quell’immagine il carattere del figlio: “Era un sognatore”. Il mosaico lo mostra infatti assorto, quasi isolato dal resto del mondo, con quell’espressione che molti appassionati associano alla sua personalità spontanea e anticonformista.

Anche Riccione parteciperà alle iniziative dell’anniversario. La “Classica d’autunno”, storica gara podistica cittadina, raggiungerà la 43esima edizione e sarà corsa domenica nel ricordo del pilota.


Sepang, il giorno che resta

La tragedia si consumò il 23 ottobre 2011 sul circuito di Sepang, durante il secondo giro del Gran Premio della Malesia. In Italia erano le 10 e 5’, mentre in pista l’orologio segnava le 16 e 5’: le immagini trasmesse in diretta mostrarono l’incidente e rimasero impresse nella memoria degli appassionati.

Simoncelli aveva 24 anni e disputava la sua seconda stagione in MotoGP. Pochi giorni prima aveva chiuso secondo a Phillip Island, a due secondi da Casey Stoner, dominatore di quel campionato. Nel 2011 aveva inoltre conquistato le pole position di Barcellona e Assen, guidato per 11 giri a Jerez prima di una caduta e ottenuto il primo podio della carriera in MotoGP a Brno.

Alle spalle di quel talento c’erano dieci stagioni nel campionato mondiale, due successi in 125 e un percorso complesso nella 250, categoria nella quale riuscì a imporsi nel 2008 per poi vincere ancora nel 2009. Restano anche il suo umorismo, l’ironia e un modo diretto di stare con gli altri, qualità che lo resero riconoscibile dentro e fuori dal paddock.

Quindici anni dopo, il lutto non è scomparso, ma ha assunto una forma diversa. Vive nelle iniziative della Fondazione, nelle strutture che aiutano le persone fragili, nelle celebrazioni di Coriano e nel ricordo di chi continua a tornare lì per ritrovare, almeno per un momento, il sorriso del Sic.

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