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Motori 1 min di lettura2 ore fa

Iacopini si risveglia: fuori pericolo dopo l’aggressione

L’attore era in coma dal 5 ottobre: dopo 23 giorni ha lasciato la terapia intensiva del San Camillo

Davide Iacopini ha ripreso conoscenza ed è stato trasferito dalla terapia intensiva. L’attore era ricoverato al San Camillo di Roma dopo l’aggressione del 5 ottobre.

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Le accuse ai due minorenni

L’inchiesta ha portato all’identificazione di due ragazzi di 16 e 17 anni, ritenuti coinvolti nella serie di aggressioni attribuita alla cosiddetta banda della microcar. I due, rintracciati circa due settimane fa, si sarebbero spostati su un’auto nera di piccola cilindrata.

Secondo gli accertamenti, gli episodi sarebbero stati sei. Ascoltati dalla Procura per i minorenni il 20 ottobre, devono rispondere di tentato omicidio per il pestaggio ai danni di Iacopini e di lesioni per gli altri cinque casi. In un primo momento avrebbero parlato di noia e divertimento, salvo poi assumere un atteggiamento diverso e riconoscere le proprie responsabilità.


Il recupero dell’attore

Il quadro clinico dell’attore ha mostrato progressi continui negli ultimi giorni. Emiliano Cingolani, direttore della terapia intensiva a shock trauma del San Camillo, ha spiegato che la raggiunta stabilità ha consentito ai medici di interrompere i sostegni intensivi e di sciogliere la prognosi.

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Iacopini è vigile e riesce a comunicare con i familiari e con gli operatori sanitari. Dopo 23 giorni nel reparto di rianimazione, è stato quindi accolto in Neurochirurgia, dove proseguirà le cure e inizierà la riabilitazione.


Due operazioni neurochirurgiche

Il ricovero è stato segnato da una situazione particolarmente complessa e da due interventi neurochirurgici. Il ritorno alla coscienza è arrivato dopo una diminuzione graduale dei farmaci utilizzati per mantenerlo sedato.

Il trasferimento fuori dalla terapia intensiva è stato possibile grazie al miglioramento delle sue condizioni. Nel nuovo reparto l’attore continuerà il percorso assistenziale necessario dopo le conseguenze dell’aggressione subita a Monteverde.

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