Mercedes-Benz: Cina centrale, ma profitti meno dipendenti dal Paese
Il gruppo prepara un piano globale e punta su fornitori locali per contenere costi e recuperare competitività.
Mercedes-Benz manterrà la Cina al centro della propria strategia, ma lavorerà per ridurre la dipendenza dai risultati ottenuti nel Paese. La decisione arriva dopo una contrazione del mercato cinese più ampia delle attese.
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Il piano per la Cina
L’amministratore delegato Ola Kallenius ritiene che per un costruttore globale come Mercedes-Benz sia impossibile accantonare il principale mercato automobilistico mondiale. La Cina continua infatti a rappresentare un’area decisiva sia per le vendite sia per lo sviluppo di nuove soluzioni.
Allo stesso tempo, la casa automobilistica dovrà rivedere il proprio modello operativo locale. L’obiettivo è limitare l’esposizione agli utili generati in Cina e rendere l’attività più solida, dopo il peggioramento dei risultati registrato sul mercato asiatico.
Un aggiornamento più completo sarà presentato il prossimo anno, all’interno di un piano dedicato alla crescita globale. Il documento comprenderà anche un esame dettagliato delle attività cinesi e delle modalità con cui il gruppo intende rafforzare la propria presenza.
Più componenti prodotti localmente
Mercedes-Benz sta trasferendo una parte crescente della catena di fornitura in Cina. In prospettiva, i veicoli assemblati nel Paese dovrebbero utilizzare quasi esclusivamente componenti realizzati da aziende locali.
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La maggiore produzione interna alla Cina dovrebbe contribuire a contenere i costi e a migliorare la capacità del gruppo di competere sul mercato. La scelta rientra nel tentativo di ridurre la dipendenza dai profitti locali senza rinunciare al ruolo del Paese nelle attività di innovazione.
Investimenti negli Stati Uniti
La strategia di Mercedes-Benz non riguarda soltanto la Cina. Negli Stati Uniti il gruppo prevede nuovi investimenti e individua un margine di crescita per le vendite annuali, oggi superiori a 300.000 veicoli, con l’obiettivo di avvicinarsi a quota 400.000.
Anche la Germania resta al centro dei programmi industriali, ma ulteriori investimenti saranno legati a un aumento della produttività e a una riduzione dei costi. Il miglioramento dell’efficienza produttiva sarà quindi una condizione per destinare nuove risorse alle attività nella madrepatria.
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