267notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 2 min di lettura2 ore fa

Horner-Mercedes, l’offerta rifiutata che poteva cambiare la F1

Nel 2012 Niki Lauda provò a portare Christian Horner a Brackley, ma il dirigente scelse di restare con Red Bull e Dietrich Mateschitz.

La decisione di Christian Horner di restare alla Red Bull si rivelò vincente anche sul piano sportivo: nel 2013 la squadra conquistò altri due titoli mondiali. Nello stesso periodo, Mercedes affidò a Toto Wolff un ruolo destinato a trasformarlo nella futura nemesi del manager britannico.

Horner, però, aveva valutato una proposta molto diversa. Nel dicembre 2012 Niki Lauda cercò di convincerlo a trasferirsi da Milton Keynes a Brackley, con la possibilità di diventare il responsabile della squadra Mercedes oppure di lavorare accanto a Wolff.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La fedeltà prevalse sull’offerta

Nel racconto affidato alla sua autobiografia “Drive”, Horner spiega che il legame con Dietrich Mateschitz e con il gruppo Red Bull ebbe un peso decisivo. Pur riconoscendo l’attrattiva dell’incarico e delle condizioni economiche prospettate, il dirigente inglese decise di non interrompere il percorso costruito con la scuderia.

«Per quanto apprezzassi questa proposta, non andai in Mercedes. Provavo un grande senso di lealtà verso Dietrich Mateschitz e la squadra», scrive Horner nelle sue memorie. La scelta arrivò nel momento in cui Red Bull dominava la Formula 1, con Sebastian Vettel protagonista della prima grande serie di successi del team.


Lauda bussò alla porta di casa

L’approccio dell’ex campione austriaco avvenne durante il periodo natalizio del 2012. Lauda, allora presidente non esecutivo della squadra Mercedes in Formula 1, si presentò direttamente a casa di Horner: il manager racconta di essere rimasto completamente sorpreso da quella visita inattesa.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Secondo la ricostruzione di Horner, Lauda mise sul tavolo un compenso nettamente superiore a quello che Red Bull avrebbe potuto garantirgli. «La Red Bull non potrà mai pagarti quanto la Mercedes è in grado di offrirti adesso», gli avrebbe detto nel tentativo di convincerlo a cambiare scuderia.


Il bivio dopo i titoli Red Bull

La proposta maturò pochi mesi dopo il terzo titolo iridato conquistato da Vettel e il terzo campionato costruttori consecutivo centrato dalla Red Bull Racing. Mercedes era invece una struttura ancora giovane, nata nel 2010 dopo l’acquisizione della squadra che era stata BrawnGP.

In quel contesto, Horner avrebbe potuto ritrovarsi alla guida del progetto Mercedes o condividere la gestione con Wolff. Il suo rifiuto mantenne inalterati gli equilibri della Red Bull e lasciò spazio all’arrivo di Wolff, che iniziò a lavorare sotto la supervisione degli allora dirigenti Ross Brawn e Paddy Lowe.

Il retroscena sarà contenuto in “Drive”, autobiografia di Horner annunciata per il 22 ottobre 2026. Le memorie dell’ex responsabile Red Bull riportano così una trattativa riservata che, se fosse andata a buon fine, avrebbe potuto trasformare il rapporto tra i due protagonisti più riconoscibili della rivalità Mercedes-Red Bull.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere