Himalayan 440, ordini congelati: arriverà anche in Europa
La nuova Royal Enfield ha bruciato in poche settimane le quantità previste per mesi, ma per ora resta un’esclusiva del mercato indiano.
Per chi in Europa cerca una moto semplice, robusta e accessibile, la Himalayan 440 rimane al momento un’opportunità soltanto sulla carta. Royal Enfield non ha ancora comunicato un piano per portarla fuori dall’India, anche se un eventuale aumento della produzione potrebbe cambiare lo scenario. Un primo indizio potrebbe arrivare da EICMA 2026.
Nel frattempo, ai motociclisti interessati non resta che guardare al mercato dell’usato oppure conservare con cura una Himalayan 411. Proprio il modello precedente, considerato superato dall’arrivo della 450, è tornato al centro dell’attenzione grazie a una ricetta più essenziale.
Il prezzo indiano accende il desiderio
In India la nuova Himalayan viene proposta a 2,29 lakh di rupie, prezzo riferito alla concessionaria di Chennai: poco più di 2.000 euro secondo il cambio attuale. L’aumento rispetto alla 411 è stato contenuto in appena 6.000 rupie, nonostante il cambiamento del sistema fiscale.
Il confronto con l’Italia rende il dato ancora più interessante. La 411 era venduta da noi intorno ai 5.000 euro, mentre l’unica Himalayan oggi presente nei listini nazionali è la 450, che costa circa 5.900 euro. La Scram 440, dalla quale deriva buona parte della meccanica, non è mai arrivata sul mercato europeo.
Una 411 con più respiro
A prima vista la Himalayan 440 riprende le forme della vecchia 411, compreso il richiamo celebrativo ai dieci anni del modello originale, nato nel 2016. Sotto la carrozzeria, però, il motore è quello della Scram 440: un monocilindrico da 443 cm³ capace di 25,4 CV e 34 Nm.
L’incremento rispetto alla precedente unità è limitato, con poco più di un cavallo e 2 Nm aggiuntivi, ma il 90% della coppia arriva già a 2.800 giri. La novità più utile nei viaggi lunghi è il cambio a sei rapporti, pensato per rendere più rilassati i trasferimenti autostradali. Il serbatoio contiene 15 litri e non è prevista una frizione antisaltellamento.
Ciclistica da viaggio, senza eccessi
La parte ciclistica si distingue da quella della Scram 440. Davanti troviamo una ruota a raggi da 21 pollici con camera d’aria, mentre dietro c’è un cerchio da 17 pollici. La forcella offre 200 mm di escursione, cioè 10 mm in più rispetto alla sorella di impostazione scrambler, e il monoammortizzatore posteriore lavora su 180 mm grazie al sistema a leveraggio.
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La frenata si affida a un disco anteriore da 300 mm e a uno posteriore da 240 mm. L’ABS è a due canali e può essere escluso sulla ruota dietro. Con 199 kg in ordine di marcia, la moto non punta però alla leggerezza assoluta.
La dotazione comprende due strumenti circolari: uno per la velocità e un’unità Tripper dedicata alla navigazione attraverso Google Maps. La presa di alimentazione è stata aggiornata allo standard USB-C.
Produzione già da rivedere
L’interesse del pubblico ha superato rapidamente le previsioni di Royal Enfield. La Himalayan 440, mostrata all’inizio di settembre durante l’evento Himalayan Basecamp in Ladakh, ha raccolto in meno di un mese richieste pari a circa sei mesi di produzione programmata.
Gli ordini sono stati quindi sospesi senza una data precisa per la riapertura. La Casa intende smaltire prima le prenotazioni già registrate e valutare il potenziamento delle linee produttive, mentre a Chennai si lavora per capire come aumentare il numero di esemplari disponibili.
Il successo non è arrivato del tutto a sorpresa. Nel 2023 la Himalayan 450 aveva introdotto il monocilindrico Sherpa raffreddato a liquido, più moderno e sofisticato, ma molti appassionati avevano continuato a preferire la 411 ad aria e olio: meno complessa, più facile da riparare e fedele a un’idea di viaggio senza troppa elettronica. La scelta di riproporne lo spirito, con il motore da 440 cm³, sembra aver intercettato proprio quella domanda.
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