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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Fireblade 2027, il mistero della Honda provata da Rea

La CBR1000RR-R apparsa a Jerez presenta carene, ali e freni inediti: il possibile debutto della nuova superbike Honda potrebbe avvenire a EICMA.

La Honda CBR1000RR-R attuale, con motore da 999 cm³, 217 CV e prezzi compresi tra 23.490 euro e 27.490 euro per la versione SP, potrebbe essere vicina a un cambio generazionale. L’ultimo intervento rilevante risale al modello 2024, mentre in Giappone si parla da tempo di una nuova Fireblade destinata al 2027.

Il momento per mostrarla sarebbe quello giusto: EICMA aprirà alla stampa il 3 novembre e Honda sarà già sotto i riflettori anche per la V3R 900 E-Compressor. La moto avvolta nella livrea mimetica vista a Jerez potrebbe quindi perdere il travestimento proprio a Milano, lasciando spazio ai primi dati ufficiali.

Il riferimento cronometro del test andaluso è stato Sam Lowes, capace di fermare il tempo su 1'38"790 con la Ducati. Alle sue spalle si è piazzato Miguel Oliveira con la BMW, mentre Jonathan Rea ha accusato 0"927, Somkiat Chantra 1"330 e Jake Dixon 1"350.

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Honda prepara una svolta tecnica

Il debutto in pista è arrivato giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, quando Jerez ha riaperto dopo la conclusione del Mondiale Superbike. Honda HRC è stata tra le poche formazioni a rimanere in Spagna per iniziare il lavoro in vista del 2027, portando sul circuito una CBR1000RR-R molto diversa dalla moto attualmente proposta sul mercato.

Il nuovo regolamento ha reso quella stagione un passaggio decisivo per tutti i costruttori. Dal 2027 entreranno Michelin al posto di Pirelli, Brembo come fornitore unico degli impianti frenanti e nuovi dischi carboceramici; inoltre tornerà il limite dei giri specifico per ogni marca, insieme alla restrizione sul flusso di carburante già prevista.

Honda, unica squadra del campionato 2026 a utilizzare freni Nissin, dovrà dunque adottare per forza la soluzione Brembo. Il cambiamento regolamentare offriva anche l’occasione per intervenire su carena, aerodinamica e componenti interni, anche se dalle fotografie non è possibile stabilire quanto siano nuovi telaio e motore.


Rea ha inaugurato il collaudo

A occuparsi per primo della CBR1000RR-R sperimentale è stato Jonathan Rea, sei volte campione del mondo. In seguito la moto è stata affidata anche ai due piloti ufficiali Honda HRC, Jake Dixon e Somkiat Chantra, impegnati nella raccolta dei primi dati sul circuito di Jerez.

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La livrea nasconde gran parte delle forme, ma conferma che non si tratta di un semplice aggiornamento estetico. Le immagini diffuse da Rea attraverso le reti sociali mostrano inoltre dischi freno che sembrano appartenere alla nuova famiglia carboceramica Brembo, un particolare coerente con il regolamento in arrivo.


Le carene nascondono molte novità

Nella zona anteriore, la parte superiore della carena appare più larga all’altezza delle mani. Le ali sono aumentate di dimensioni e presentano un disegno caratterizzato da aperture, mentre la sezione inferiore mostra due elementi laterali destinati a gestire il passaggio dell’aria vicino all’asfalto durante la piega.

Queste appendici ricordano da vicino quelle adottate dalla Panigale V4 R. Il codone, invece, è completamente ridisegnato e incorpora una struttura aerodinamica a passaggio interno, una soluzione già comparsa sulle Yamaha R1 impiegate nelle competizioni.

Anche la presa d’aria centrale sembra essere stata rivista intorno al faro, pur mantenendo una collocazione simile a quella conosciuta. La carrozzeria laterale, infine, non coincide con quella della CBR1000RR-R impegnata oggi nel campionato.

La squadra ha inoltre realizzato ricostruzioni grafiche per provare a leggere meglio le forme celate dalla mimetica, compresa un’ipotesi relativa ai gruppi ottici. Per ora resta impossibile dire se sotto la carrozzeria si nasconda un’evoluzione profonda della meccanica attuale oppure una base completamente riprogettata: la risposta potrebbe arrivare con la presentazione Honda a EICMA.

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