Meteo su Roma.

Motori 3 min di lettura52 min fa

Ferrari, Vasseur ammette il ritardo del motore 2026

Le scelte su combustione, turbo e aerodinamica hanno ridotto la potenza, mentre il 2027 offrirà margini tecnici.

La Ferrari dovrà rivedere il progetto del motore per ridurre nel 2027 il ritardo accumulato rispetto ai rivali.

Offerta del giorno4 novembre

Douglas

-30% su ordini da 129€ da Douglas

Scade tra 7 giorni
********


Le modifiche attese nel 2027

Il lavoro della squadra di Maranello sarà condizionato dai cambiamenti già previsti nei regolamenti tecnici e sportivi. La procedura di partenza concordata all’inizio dell’anno ha reso meno indispensabile l’impiego di un turbocompressore compatto, mentre dal 2027 aumenterà la pressione massima di sovralimentazione per accrescere il peso della componente termica rispetto a quella elettrica.

Un’altra novità riguarderà il controllo del rapporto di compressione. L’abolizione della verifica a freddo consentirà di adottare inizialmente un valore più elevato, destinato poi a rientrare nei limiti quando il propulsore raggiungerà la temperatura di esercizio. Per Frederic Vasseur, intervenuto alla vigilia del Gran Premio del Messico, correggere la direzione richiederà più di una sola pausa invernale: «Dall’esterno non si ha la percezione di quanto sia difficile cambiare direzione».


Potenza e tempo sul giro

La filosofia Ferrari ha privilegiato il rendimento complessivo della vettura rispetto al dato massimo dei cavalli. Il motore è stato quindi impostato per lavorare a temperature superiori, con radiatori più piccoli e un vantaggio sul fronte aerodinamico, ma al prezzo di una combustione meno efficiente.

Anche il flap FTM collocato dietro lo scarico ha seguito una logica di compromesso: ha aggiunto carico aerodinamico, sottraendo però parte della potenza. Il turbo di dimensioni ridotte e l’erogazione più efficace ai regimi bassi hanno favorito la risposta in uscita dalle curve, lasciando in secondo piano la velocità massima sui rettilinei.


Il ritardo nella combustione

Queste scelte non spiegano da sole il divario. I motori 2026 hanno mantenuto l’architettura V6 turbo da 1.6 litri, ma sono cambiati in profondità combustione, pressione del turbo, funzionamento delle candele e carburanti, ormai non più fossili. La Ferrari avrebbe pagato soprattutto una minore efficienza: a parità di carburante, il propulsore riesce a trasformarne una quota inferiore in potenza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Vasseur aveva ammesso che a Maranello il ritardo sul motore 2026 era noto da anni. Nel corso della stessa intervista ha spiegato che una vettura può essere riprogettata più rapidamente, mentre un’unità motrice è vincolata dall’omologazione e dal limite di spesa, con programmi destinati a durare più stagioni.

Già nel 2022 Mattia Binotto, allora responsabile della Ferrari, aveva indicato nella rapidità di sperimentazione uno dei vantaggi decisivi: «Il vantaggio competitivo lo si ottiene arrivando prima degli altri». La concorrenza avrebbe dunque accumulato prima della Ferrari un patrimonio di conoscenze sull’interpretazione delle regole.

L’Audi ha scelto invece di cambiare concetto di motore già all’inizio dell’anno, puntando a completare il nuovo progetto entro il 2028. Per Vasseur, tuttavia, la priorità non può essere la potenza assoluta: lo sviluppo dovrà mirare al miglior tempo sul giro, bilanciando le diverse aree della prestazione.

Il limite emerso in gara riguarda però anche la posizione in pista. Una vettura meno potente può ottenere un buon riscontro sul giro singolo, ma faticare nei sorpassi e nella difesa, con effetti sulle strategie e sulla possibilità di correre senza traffico. Dopo l’assegnazione del titolo mondiale piloti ad Antonelli, la Ferrari dovrà quindi verificare se il compromesso scelto sarà ancora sostenibile nel prossimo ciclo tecnico.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere