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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Ferrari-Hamilton, la fiducia è in bilico: ora serve parlarsi

Due decisioni contestate in altrettanti Gran Premi riaprono il caso del rapporto tra il sette volte campione e il muretto del Cavallino

Il rapporto tra Lewis Hamilton e la Ferrari avrebbe bisogno di un confronto diretto tra pilota, ingegneri e responsabili delle strategie. Bernie Collins, ex stratega dell’Aston Martin e oggi commentatrice per Sky Sports F1, ritiene indispensabile capire come vengano prese le decisioni e perché il pilota abbia smesso di affidarsi con continuità alla squadra.

Secondo Collins, il dialogo dovrebbe coinvolgere anche Fred Vasseur, o comunque tutte le figure chiamate a gestire le scelte durante i Gran Premi. «Serve un confronto molto schietto: bisogna capire dove sia finita la fiducia e quale procedura porti a una determinata decisione», ha osservato l’ingegnera irlandese, indicando questo passaggio come decisivo anche in vista del 2027.

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Il dubbio pesa sulle strategie

Il problema non riguarda soltanto il risultato di Singapore. La gara disputata a Marina Bay ha rappresentato il secondo episodio consecutivo in cui Hamilton ha scelto di non seguire l’indicazione del muretto, dopo quanto accaduto in Malesia.

Per Collins, una simile dinamica rende difficile preparare piani di gara efficaci. Quando compare una neutralizzazione virtuale, gli strateghi devono reagire in pochi secondi e non possono aprire una lunga discussione con il pilota sulle ragioni della scelta. Il britannico, però, sembra partire da una posizione di scetticismo verso le indicazioni ricevute.


Singapore riapre il caso

A Singapore Hamilton ha concluso al sesto posto dopo aver deciso di restare in pista invece di fermarsi ai box durante la neutralizzazione virtuale. La sosta suggerita dalla Ferrari avrebbe potuto cambiare il suo risultato e, secondo la valutazione riportata da Collins, lasciargli una concreta possibilità di salire sul podio.

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La settimana precedente, in Malesia, il sette volte campione del mondo aveva invece respinto l’idea di montare pneumatici intermedi quando l’asfalto era ancora bagnato. Preferì continuare con le gomme da asciutto, ritenendo quella proposta inadatta alla situazione. In quell’occasione la scelta pagò: dopo una fase complicata, Hamilton risalì fino al terzo posto.


Un precedente che condiziona tutto

Proprio il successo della decisione presa in Malesia potrebbe aver alimentato il problema. Collins ha spiegato che, dopo aver avuto ragione una volta, Hamilton può essere portato a contestare nuovamente le indicazioni del box, anche senza avere la certezza che la propria lettura sia corretta.

L’ex stratega ha escluso che un pilota del livello di Hamilton possa semplicemente dimenticare una sosta: a suo giudizio, si è trattato di una scelta consapevole. La Ferrari dovrà quindi chiarire con il suo pilota il metodo di lavoro e i margini di autonomia nelle situazioni in cui occorre decidere senza esitazioni.

La pausa prima della trasferta ad Austin offre alla squadra l’occasione per affrontare il tema lontano dalla pressione immediata della gara. Il chiarimento viene considerato necessario per chiudere nel modo migliore la stagione e costruire basi più solide per il futuro.

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