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Motori 2 min di lettura1 ora fa

E-bike, Dynostar rileva le manomissioni: multe fino a 15mila euro

Il dispositivo portatile usato dopo il fermo verifica potenza, assistenza e requisiti per distinguere bici e ciclomotori.

Il Dynostar SSD-1 consente alle forze dell’ordine di verificare sul posto se una bicicletta elettrica rispetta i limiti di legge. Il dispositivo può individuare modifiche che trasformano di fatto una e-bike in un ciclomotore.

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La prova dopo il fermo

Il sistema non rileva la velocità dei mezzi mentre circolano e non funziona come un autovelox. Gli agenti devono prima fermare il veicolo, quindi collocano la ruota motrice sulla piattaforma a rulli.

Durante il controllo, il conducente pedala oppure aziona l’acceleratore. Il Dynostar registra la potenza sviluppata dal motore e la velocità alla quale l’assistenza elettrica si interrompe, mettendo i risultati a confronto con i parametri stabiliti dal Codice della Strada.

La struttura è portatile e può essere spostata da due operatori. I rulli sincronizzati, insieme a un freno a magnete permanente, simulano la resistenza incontrata su strada; una batteria agli ioni di litio alimenta l’apparecchiatura e un compressore permette di verificare o regolare la pressione degli pneumatici.


Quando la bici diventa ciclomotore

L’articolo 50 del Codice della Strada stabilisce che una bicicletta a pedalata assistita può avere una potenza nominale continua massima di 250 watt. Il limite sale a 500 watt per i velocipedi destinati al trasporto di merci.

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L’aiuto del motore deve diminuire gradualmente e fermarsi quando il mezzo raggiunge 25 km/h. Inoltre, il propulsore deve attivarsi soltanto mentre il ciclista pedala. È ammessa esclusivamente la funzione di accompagnamento a piedi, con velocità non superiore a 6 km/h.

Il superamento anche di una sola di queste condizioni può far rientrare il veicolo nella categoria dei ciclomotori. In quel caso cambiano gli obblighi previsti per la circolazione e il mezzo può essere contestato agli agenti durante il controllo.


Le sanzioni previste

Il presidente della Fiab, Luigi Menna Proprio, ha spiegato: «Alcuni Comuni si stanno dotando di appositi bici-velox, strumenti che attraverso una pedana dotata di rulli verificano la potenza dei mezzi e la velocità di utilizzo». Per chi viola le regole, ha aggiunto, sono previste multe comprese tra 5mila e 15mila euro, oltre al sequestro del veicolo.

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha giudicato positivo l’aumento dei controlli, ma ha evidenziato una disparità rispetto ai monopattini. «Si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west dei monopattini», ha dichiarato, sostenendo che gli obblighi recenti su targa, assicurazione e casco vengono spesso ignorati nelle città.

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