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Motori 3 min di lettura2 ore fa

Ducati, l’era dei record può finire: Dall’Igna avverte, “fare meglio sarà difficile

Il direttore generale di Ducati Corse celebra il centesimo successo in MotoGP e ripercorre dieci anni di crescita, tra innovazioni, moto simbolo e nuove regole

“Per noi è stata un’era d’oro” e replicare risultati simili sarà complicato: Gigi Dall’Igna guarda così al ciclo vincente di Ducati, proprio mentre il campionato si avvicina a una nuova fase regolamentare. Il direttore generale di Ducati Corse ha sottolineato che il livello raggiunto rappresenta un punto altissimo nella storia recente del marchio.

A rendere la stagione ancora più complessa hanno contribuito diversi fattori: le concessioni concesse agli avversari, la crescita di Aprilia e le difficoltà affrontate da Marc Marquez. Dall’Igna ha preferito non soffermarsi troppo sul tema delle agevolazioni tecniche, pur riconoscendo che possono aiutare le altre case a ridurre il divario.


Il centesimo successo ha un ricordo preciso

Il traguardo è arrivato a Motegi, dove Marc Marquez ha firmato la vittoria numero 100 per i piloti Ducati negli ultimi 203 Gran Premi disputati. Il fine settimana giapponese ha avuto anche un ulteriore motivo di rilievo: il pilota spagnolo ha completato la doppietta, imponendosi sia nella Sprint sia nella gara principale.

Per Dall’Igna, però, il successo più significativo resta quello conquistato da Andrea Iannone in Austria nel 2016, il primo della sua gestione. Ricordando quel momento, il dirigente ha parlato dell’orgoglio per il lavoro svolto da tutti i dipendenti Ducati e ha ammesso con ironia che il numero 100 gli ricorda anche il passare degli anni.


La conoscenza resta l’arma Ducati

Il percorso iniziato dieci anni fa ha trasformato profondamente la Desmosedici. Secondo Dall’Igna, la moto ha vissuto nell’ultimo decennio un’evoluzione più marcata rispetto a qualsiasi altro periodo precedente, anche grazie alla spinta offerta dalla competizione e allo sviluppo di soluzioni come i dispositivi tecnici e l’aerodinamica.

Il direttore generale considera decisivo soprattutto il patrimonio di conoscenze accumulato nel tempo. La crescita, ha spiegato, è avvenuta gradualmente e oggi permette alla squadra di affrontare il futuro con fiducia, anche se il prossimo cambiamento delle regole obbligherà tutti a ripartire con nuovi progetti.

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Le moto rimaste nel cuore

Tra i modelli progettati durante questo ciclo, Dall’Igna indica quello del 2015 come il più importante sul piano personale. Con quella moto Ducati riuscì a compiere un salto tecnico rilevante in un periodo caratterizzato da forti pressioni, motivo per cui il dirigente la considera ancora speciale.

Un posto distinto spetta alla versione del 2022, quella che accompagnò Ducati alla conquista del primo titolo mondiale piloti. Sono quindi due i progetti che più lo rappresentano: il modello che segnò la svolta e quello che trasformò il progresso tecnico in un campionato vinto.


Il prossimo capitolo è già in preparazione

Il lavoro sulla moto della nuova era non è ancora concluso. Ducati deve affrontare un test importante il prossimo mese e, secondo Dall’Igna, il primo livello di sviluppo è ormai vicino alla conclusione, anche se le indicazioni definitive arriveranno soltanto dopo le prove successive alla gara di Valencia.

Nel processo hanno avuto un ruolo importante anche i piloti, indicati dal dirigente come collaboratori preziosi nello sviluppo. Michele e Nicolò hanno contribuito alla crescita della squadra negli ultimi anni, mentre l’attesa è ora concentrata sulle risposte che arriveranno in pista con il nuovo progetto.

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