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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Ducati, il caso Marquez divide il box: la risposta di Tardozzi

Il team manager respinge l’idea di una Desmosedici progettata intorno al campione spagnolo e rivendica soluzioni tecniche diverse per ogni pilota.

Il confronto interno alla Ducati è tornato al centro dell’attenzione dopo il Gran Premio di Mandalika. Le parole di Francesco Bagnaia, che ha parlato di un “passo indietro negli ultimi due anni”, sono state interpretate da alcuni come una critica indiretta alla direzione presa nello sviluppo della moto.

Da qui è riemersa l’ipotesi di una Desmosedici costruita soprattutto sulle esigenze di Marc Marquez, più difficile da sfruttare per gli altri piloti. Bagnaia, però, non ha accusato apertamente la squadra di avere seguito questa strada. A respingere con decisione la lettura è stato Davide Tardozzi, team manager della Ducati ufficiale.


Tardozzi respinge le accuse

Intervenuto a Sky Sport MotoGP, Tardozzi ha negato che Marquez abbia orientato lo sviluppo della moto a proprio vantaggio. “Questi sono discorsi da bar”, ha affermato, spiegando che chi lavora direttamente sui test e sulle decisioni tecniche conosce le soluzioni preparate per ciascun pilota.

Il responsabile Ducati ha ricordato anche i tentativi compiuti per venire incontro alle necessità di Bagnaia. Secondo Tardozzi, alcune di quelle scelte non hanno prodotto i risultati sperati, ma questo non dimostra che la casa di Borgo Panigale abbia privilegiato esclusivamente il campione spagnolo.

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Ogni pilota può scegliere

La replica si fonda sulla possibilità di differenziare il materiale tecnico all’interno della stessa squadra. Tardozzi ha citato, tra gli elementi distintivi, la carena utilizzata da Bagnaia e le diverse soluzioni aerodinamiche applicate ai forcelloni, sottolineando che non esiste una configurazione identica destinata indistintamente a tutti.

“Non è che la moto che va bene a Marc è quella per tutti”, ha chiarito Tardozzi. La stessa impostazione, ha aggiunto, riguarda anche gli altri piloti ufficiali: Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio possono infatti optare per componenti e sviluppi ritenuti più adatti alle rispettive esigenze.

Per il team manager, dunque, Ducati non realizza una moto pensata soltanto per Marquez. La casa dispone invece della capacità di elaborare percorsi tecnici specifici per ciascun pilota, anche quando una soluzione provata in pista non si traduce poi nel rendimento atteso.

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