Donne al volante, il divario si riduce: il dato Volvo sulla sicurezza
Un’analisi su oltre cinquant’anni di incidenti mostra come la protezione sia migliorata per tutti gli occupanti, con un calo del rischio femminile fino all’88%.
Fratture, commozioni cerebrali e altre lesioni potenzialmente pericolose per la vita sono al centro dell’analisi condotta su persone di almeno 13 anni che viaggiavano con la cintura allacciata. Il lavoro ha preso in esame numerosi scenari, dagli urti frontali e laterali ai tamponamenti, passando per ribaltamenti, uscite di strada e collisioni con animali di grandi dimensioni o altri veicoli.
La ricerca, firmata da Lotta Jakobsson e Thomas Broberg, ingegneri del Centro di sicurezza di Volvo, è stata presentata durante la conferenza internazionale sulla sicurezza avanzata dei veicoli del 2026. Sono state escluse le conseguenze più lievi, mentre l’attenzione è rimasta sulle lesioni con un impatto almeno moderato sulla salute.
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Il rischio femminile cala dell’88%
Il confronto tra le automobili Volvo immatricolate nel periodo 1970-1979 e quelle realizzate tra il 2010 e il 2019 restituisce un miglioramento netto. Per chi era alla guida, la probabilità complessiva di riportare lesioni è diminuita del 79%.
La riduzione risulta ancora più marcata tra le donne, per le quali il rischio è sceso dell’88%. Secondo i dati raccolti, il livello raggiunto è ormai sostanzialmente allineato a quello osservato negli uomini, ridimensionando l’idea che la protezione offerta dall’auto debba necessariamente variare in base al sesso dell’occupante.
Anche i sedili posteriori guadagnano protezione
I progressi non riguardano soltanto chi si trova davanti. L’indagine rileva infatti che i passeggeri sistemati nella parte posteriore dell’abitacolo, quando utilizzano la cintura, possono contare su una tutela analoga a quella degli occupanti anteriori.
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In alcune circostanze, il livello di protezione per chi viaggia dietro risulta persino superiore. Il dato viene collegato all’evoluzione dei dispositivi di sicurezza sviluppati anche per i sedili posteriori, area che negli anni ha beneficiato di soluzioni sempre più avanzate.
Cinquant’anni di dati sugli incidenti
Alla base del rapporto ci sono oltre cinque decenni di rilevazioni sugli incidenti stradali, raccolte a partire dagli anni Settanta. L’obiettivo era verificare come sia cambiata nel tempo la sicurezza degli occupanti e se i sistemi progettati dalle automobili Volvo garantiscano oggi una protezione più omogenea.
L’approccio seguito dal Centro di sicurezza si fonda sull’esame di eventi realmente accaduti e sull’utilizzo di dati concreti. I risultati indicano che questo metodo ha accompagnato lo sviluppo di tecnologie capaci di ridurre il rischio di lesioni per conducenti e passeggeri, senza differenze sostanziali legate al sesso.
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