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Motori 2 min di lettura15 ott

Dalla griglia alle tribune: la svolta femminile della Formula 1

Il pubblico della massima serie automobilistica è sempre più giovane e composto da donne: per Stefano Domenicali è il segnale di una trasformazione profonda.

La Formula 1 non può più contare soltanto sul pubblico che l’ha seguita per tradizione. Le donne, un tempo utilizzate soprattutto come elemento scenografico sulla griglia, oggi rappresentano una parte significativa di chi guarda le gare, frequenta i circuiti e sceglie i contenuti legati al campionato.

Resta però una domanda: questa crescita continuerà anche quando l’effetto novità si sarà attenuato? L’interesse alimentato da Netflix, dalle reti sociali e da un’offerta costruita attorno all’intrattenimento dovrà misurarsi con la normale routine di una stagione automobilistica.

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Un pubblico molto più ampio

Secondo i dati citati da Stefano Domenicali, la Formula 1 raggiunge circa 900 milioni di appassionati nel mondo. Oltre il 40% è composto da donne, mentre in alcuni Paesi l’età media degli spettatori è scesa al di sotto dei 30 anni.

Per il presidente e amministratore delegato del campionato, questi numeri mostrano un cambiamento nel modo in cui la competizione viene vissuta. Non si tratta più soltanto di assistere a una gara, ma di entrare in un sistema di contenuti, occasioni e forme di partecipazione che cercano di coinvolgere fasce di pubblico prima meno interessate.


Dalle ombrelline alle spettatrici

Per molto tempo le donne sono apparse soprattutto accanto alle monoposto, con un ruolo decorativo legato alle cerimonie della partenza. La loro presenza serviva a completare l’immagine dell’evento, mentre il centro della scena restava riservato quasi esclusivamente agli uomini al volante e agli appassionati uomini sugli spalti.

Oggi la situazione è diversa: le donne non sono più soltanto parte dell’allestimento del circuito, ma costituiscono una componente rilevante del pubblico. Seguono le gare dagli spalti o dagli schermi e contribuiscono a orientare il valore commerciale della serie, influenzando partner, mercati e prodotti editoriali.

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La strategia guarda ai giovani

Domenicali ha spiegato che la Formula 1 deve riconoscere i segnali provenienti dalle nuove generazioni e dai cambiamenti del mercato. L’obiettivo è raggiungere anche chi non possiede ancora una passione consolidata per le corse, proponendo un coinvolgimento che vada oltre le due ore della competizione.

Questa apertura ha anche una ricaduta economica. Un’audience più giovane e più equilibrata tra uomini e donne rende possibili collaborazioni differenti e spinge gli organizzatori a creare esperienze capaci di intercettare interessi più diversificati.


La sfida sarà mantenere l’interesse

La crescita appare concreta, ma la sua durata non è scontata. Il successo ottenuto attraverso serie televisive, piattaforme digitali e reti sociali dovrà trasformarsi in un rapporto stabile con il campionato, anche quando l’attenzione non sarà sostenuta da una novità o da una narrazione particolarmente intensa.

Per ora, il dato più evidente è il cambio di prospettiva: la Formula 1 ha abbandonato l’immagine di uno spettacolo pensato quasi soltanto per uomini e sta cercando un pubblico più vasto. Le figure decorative della griglia hanno lasciato spazio a spettatrici, tifose e consumatrici che non si limitano più a fare da sfondo all’evento.

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