Cybercab, Tesla accelera: la sfida decisiva è nei permessi
L’azienda vuole iniziare a vendere entro il 2026 il robotaxi senza volante e pedali, ma negli Stati Uniti restano da sciogliere diversi nodi regolamentari.
Il vero ostacolo per il Cybercab non sembra essere la produzione, bensì l’iter necessario per autorizzarne la circolazione. Tesla punta comunque a portare sul mercato il suo robotaxi completamente autonomo entro la fine del 2026, con una partenza limitata e un’espansione progressiva.
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Le regole mettono Tesla alla prova
La NHTSA sta verificando in che modo Tesla abbia certificato la conformità del Cybercab agli standard federali statunitensi. Le norme attuali sono state concepite soprattutto per automobili dotate di volante, pedali e altri comandi tradizionali, elementi che il nuovo veicolo non possiede.
L’agenzia sta valutando anche il metodo seguito dall’azienda per decidere quali requisiti applicare a un mezzo privo di comandi manuali. Sono state proposte modifiche regolamentari per adattare il quadro normativo ai veicoli autonomi, ma fino a un’eventuale approvazione restano in vigore le disposizioni esistenti.
Negli Stati Uniti, intanto, i costruttori possono attestare autonomamente che un veicolo rispetta gli standard federali. Non è quindi necessario ottenere in anticipo un’autorizzazione specifica per ogni nuovo modello, ma la procedura non elimina i controlli successivi da parte delle autorità.
Vendite graduali e flotta ridotta
Lars Moravy, vicepresidente dell’ingegneria dei veicoli di Tesla, ha indicato durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre l’obiettivo di avviare le vendite al pubblico entro la fine del 2026. L’azienda prevede inizialmente numeri contenuti, così da accumulare esperienza nella consegna dei mezzi e nella gestione delle flotte autonome.
Il Cybercab è stato progettato con due posti, carrozzeria dorata e portiere ad ali di farfalla. La sua caratteristica più radicale è l’assenza di volante, pedali e specchietti retrovisori, una scelta che lo distingue dai veicoli autonomi derivati da modelli tradizionali.
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Austin è il primo banco di prova
Tesla ha già avviato ad Austin, in Texas, una sperimentazione commerciale con una piccola flotta di Cybercab. Il progetto dovrebbe arrivare a Dallas nel mese successivo, mentre la società lavora all’inserimento progressivo dei nuovi veicoli nella propria rete di robotaxi.
Questa rete comprende anche Model Y autonomi, alcuni dei quali operano con la presenza di un addetto alla sicurezza. Secondo Ashok Elluswamy, responsabile dell’intelligenza artificiale di Tesla, la fase più complessa riguarda l’ottenimento delle autorizzazioni; dal punto di vista industriale, invece, l’aumento della produzione sarebbe relativamente semplice.
Il piano di Musk guarda lontano
Il Cybercab occupa una posizione centrale nella strategia di Elon Musk, che vuole spostare il baricentro di Tesla verso intelligenza artificiale e robotica. L’obiettivo di lungo periodo è fare del modello la soluzione principale per il trasporto senza conducente.
Prima di arrivare a una diffusione ampia, Tesla dovrà però dimostrare di saper gestire consegne, proprietà e funzionamento delle flotte autonome. La vendita al pubblico entro il 2026 resta dunque legata non soltanto alla capacità produttiva, ma anche all’evoluzione delle regole statunitensi.
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