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Curve, boschi e vigneti: dove vivere l’autunno in moto

Dalle strade dell’Appennino ai panorami sul mare, sette proposte per godersi i colori autunnali lontano dal traffico estivo.

La SP257 Apecchiese, tra Marche e Umbria, è una delle strade più note agli appassionati delle due ruote per la sua successione di curve. In autunno può diventare una tappa interessante per chi cerca un percorso immerso nei paesaggi dell’Italia centrale, quando il traffico diminuisce e la stagione regala tonalità più intense.

Anche la Costiera Amalfitana offre condizioni favorevoli per un’uscita in moto dopo l’estate. Il foliage qui non è il protagonista, ma il clima più mite e la riduzione dei flussi turistici rendono più piacevole affrontare la strada che segue la costa.

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Tra curve appenniniche e panorami marini

L’itinerario può iniziare da Vietri sul Mare e proseguire lungo la SS163 verso Cetara, Maiori, Minori, Amalfi e Positano. Il tracciato è stretto e ricco di svolte, spesso sospeso sopra il mare. Da Maiori si può entrare nell’entroterra in direzione di Tramonti, dove castagneti e vigneti prendono gradualmente il posto dei limoneti e della vegetazione mediterranea.

Rientrati sulla costa, una deviazione verso Ravello permette di affiancare alle curve le vedute sul golfo e le visite a Villa Rufolo e Villa Cimbrone. È una zona nella quale l’autunno offre soprattutto luce più morbida, temperature più gestibili e strade meno congestionate rispetto ai mesi estivi.

La Val Masino porta invece nel cuore della Valtellina, in un ambiente dominato da grandi pareti granitiche. Faggi, betulle e larici accompagnano la salita lungo la SP9, che dalla valle principale conduce verso Val Masino e San Martino seguendo il corso del torrente.


I colori più intensi arrivano in quota

A San Martino conviene lasciare la moto e continuare a piedi verso la Val di Mello, riserva naturale caratterizzata da pareti rocciose e piccoli specchi d’acqua. Un’alternativa è rappresentata dalla Foresta dei Bagni di Masino, dove massi coperti di muschio emergono tra distese di foglie gialle e rosse. In entrambi i casi è necessario mettere in conto una breve camminata.

Un paesaggio diverso attende in Val d’Orcia. Da Montepulciano si può raggiungere Pienza attraversando strade secondarie tra casali, cipressi e campagne coltivate, quindi seguire la SP146 verso San Quirico d’Orcia. Nei pressi della Cappella della Madonna di Vitaleta si incontra uno degli scorci più conosciuti della Toscana.

Il percorso può continuare fino a Bagno Vignoni, con la grande vasca termale al centro della piazza, e poi dirigersi verso Montalcino tra boschi e vigne del Brunello. Qui il foliage non si concentra in grandi foreste, ma nasce dall’alternanza di colline, filari e strade rurali, che in autunno assumono sfumature più scure.


Boschi, laghi e vigneti da scoprire

Nel Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, sull’Appennino bolognese, il percorso può partire da Castiglione dei Pepoli. Da qui si raggiunge il Lago Brasimone e si prosegue verso Camugnano e il Lago di Suviana, attraversando strade segnate da curve ravvicinate, saliscendi e tratti alberati.

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Il bacino di Suviana è adatto a una pausa, mentre Bargi e il castagneto del Poranceto meritano una deviazione. Nei pressi di Stagno partono inoltre diversi sentieri del Parco. Tra ottobre e novembre faggi e castagni mostrano i colori migliori, ma le foglie umide sull’asfalto possono ridurre sensibilmente l’aderenza.

In Piemonte il panorama cambia ancora. Nelle Langhe il colore autunnale appartiene soprattutto ai vigneti: il giro può cominciare da La Morra, con una sosta al belvedere, e proseguire verso Barolo, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba. Le strade minori attraversano colline e filari, mentre i centri abitati restano raccolti sulle alture.

La Panoramica Zegna propone invece un ambiente montano. Il tracciato, lungo circa 26 km, parte da Trivero Valdilana, sale verso Bielmonte a quasi 1.500 metri e scende poi nella Valle Cervo. Faggi e betulle sostituiscono le vigne; dalla Bocchetta di Margosio si aprono vedute sulla pianura e sul Monte Rosa, mentre il Bosco del Sorriso è raggiungibile dal Bocchetto Sessera per chi vuole aggiungere una camminata.


Lava e faggete sull’Etna

Anche il versante settentrionale dell’Etna offre un itinerario autunnale particolare, costruito sul contrasto tra le colate nere e la vegetazione che cambia colore. Randazzo può essere il punto di partenza, seguito dal passaggio a Linguaglossa e dall’ingresso sulla strada Mareneve verso Piano Provenzana.

La salita attraversa la Pineta Ragabo, dove pini, faggi e betulle accompagnano il percorso fino a circa 1.800 metri. Più in alto la lava si alterna alle dagale, lembi di vegetazione rimasti intatti tra le eruzioni. Ottobre e novembre sono mesi adatti per osservare il mutamento dei colori, ma prima di partire è indispensabile controllare il meteo e l’attività vulcanica.

Un’altra meta dell’Appennino è Forca d’Acero, valico a 1.538 metri tra Lazio e Abruzzo. Da Sora si può raggiungere Campoli Appennino e imboccare la SR509, che sale attraverso le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Superato il passo, la discesa porta verso Opi e può continuare sulla SS83 in direzione di Villetta Barrea e del lago. Il tratto più suggestivo resta quello vicino al valico, dove il bosco accompagna la strada per lunghi tratti. A queste altitudini, però, le prime gelate possono arrivare presto e vanno considerate nella scelta della giornata.

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