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Motori 2 min di lettura15 ott

Cinque ruote e guida autonoma: la scommessa urbana di Scuter

La startup italiana presenta un ciclomotore elettrico cabinato capace di spostarsi senza conducente nelle aree di sosta e promette costi molto più bassi dei taxi robot.

Ridurre ingombri e costi della mobilità autonoma partendo da un veicolo compatto, invece che dalle grandi berline a quattro ruote. È l’obiettivo di Scuter, startup italiana che ha presentato un prototipo di ciclomotore cabinato elettrico, omologato e progettato per muoversi autonomamente in determinate situazioni.

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Il mezzo che si sposta da solo

La soluzione tecnica si basa su tre ruote utilizzate durante la marcia ordinaria. Quando deve effettuare una manovra lenta o raggiungere una posizione di parcheggio, entrano in funzione altre due ruote robotiche, retrattili e destinate a stabilizzare il veicolo.

Dopo la fine di una corsa, il mezzo può rilevare l’ambiente circostante attraverso i sensori e procedere senza passeggero a velocità ridotta. L’obiettivo è raggiungere il cliente successivo oppure la zona di sosta più vicina, limitando la necessità di interventi manuali per recuperare e riposizionare i veicoli condivisi.


Meno ingombro, produzione più economica

Secondo i dati forniti da Scuter, il costo di fabbricazione sarebbe pari a un ventesimo rispetto a quello richiesto da una flotta tradizionale di taxi robot. Il veicolo, inoltre, potrebbe ridurre fino all’80% lo spazio occupato sulla strada, affrontando così due ostacoli centrali della mobilità autonoma: l’accessibilità economica e la scarsità di spazio nelle città.

La società punta a sviluppare internamente i principali elementi del progetto: il veicolo elettrico cabinato, il software di bordo e la piattaforma per la gestione della flotta. La componentistica viene realizzata attraverso una rete di fornitori distribuiti tra Italia ed Europa, mentre il mezzo è stato concepito per sopportare l’uso intenso tipico dei servizi condivisi.

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Dalla prova di Milano al 2027

Il percorso sperimentale è iniziato a Milano nel novembre 2025. In quasi un anno di attività, il servizio ha raccolto migliaia di corse e dati utili a preparare il passaggio verso sistemi capaci di collegare percezione dell’ambiente, decisioni e movimento del veicolo.

La presentazione non coincide però con l’annuncio di un prodotto già pronto per operare senza controllo umano. Gianmarco Carnovale, amministratore delegato di Scuter, ha chiarito: «Oggi non stiamo annunciando un veicolo autonomo pronto a circolare senza supervisione. Stiamo mostrando il primo passo dell’evoluzione di un robot urbano».


Una squadra italiana e molti partner

Il progetto è stato avviato da Gianmarco Carnovale, Luca Ruggeri, Gabriele Carbucicchio e Carmine Di Nuzzo. Nel consiglio di amministrazione è entrato anche Dario Calogero, con il compito di accompagnare l’espansione dell’azienda sui mercati esteri.

Per la crescita tecnologica Scuter collabora con NVIDIA, Fastweb, Vodafone ed Esselunga, coinvolte in ambiti come visione artificiale, componenti elettronici e reti di comunicazione. La prima fase di prove su strada dedicate alla guida autonoma è prevista nel corso del 2027. Nel lungo periodo, la società punta a portare il prezzo delle corse vicino a quello del trasporto pubblico locale.

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