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Motori 4 min di lettura45 min fa

Chery accelera sull’Italia: i nuovi modelli e le date da segnare

Dal rinnovamento della Omoda 5 alla futura Omoda X, il gruppo cinese prepara una nuova offensiva italiana tra elettrico, ibrido e tecnologia avanzata.

L’intelligenza artificiale è il filo conduttore del progetto Chery, ma in Italia la partita si giocherà soprattutto su nuovi modelli, prezzi e tempi di lancio. Durante gli incontri organizzati a Wuhu, città cinese dove il gruppo è nato, la filiale italiana ha illustrato il calendario dei prossimi arrivi e degli aggiornamenti destinati alla gamma Omoda e Jaecoo.

Il gruppo, proprietario anche dei marchi Lepas, Icaur, Exeed e Karry, dichiara oltre 20 milioni di veicoli venduti nel mondo e una presenza commerciale in più di 130 Paesi. Nel primo semestre 2026 le esportazioni hanno raggiunto 943.800 unità, mentre in Europa le vendite sono state 174mila, con una crescita del 212%. In Italia, nei primi otto mesi dell’anno, Chery ha superato quota 28mila immatricolazioni.

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L’intelligenza artificiale guida la trasformazione

A Wuhu, durante la settimana internazionale dedicata agli utenti Chery, il presidente Yin Tongyue ha parlato soprattutto di innovazione e intelligenza artificiale, più che di automobili. Secondo il numero uno del gruppo, la tecnologia non cancellerà le persone, ma penalizzerà chi sceglierà di non adattarsi. La strategia indicata è quella di cambiare prima l’organizzazione interna per poter competere meglio sui mercati internazionali.

Nei primi nove mesi sono state vendute 2,207 milioni di vetture, dato che colloca Chery al nono posto globale. I veicoli a nuova energia sono stati 859mila, mentre le esportazioni hanno raggiunto 1,551 milioni di unità, facendo del gruppo il primo esportatore cinese. In cinque anni sono stati destinati alla ricerca e sviluppo oltre 110 miliardi di yuan, circa 14,7 miliardi di euro.

Con il piano Yaoguang 2035, Chery intende applicare le competenze maturate nell’industria automobilistica anche alla robotica, all’energia, all’aviazione e all’agricoltura intelligente. Yin ha inoltre anticipato l’arrivo di modelli elettrici più piccoli per i mercati esteri e ha escluso una strategia basata sulla guerra dei prezzi, indicando invece l’obiettivo di costruire un marchio cinese percepito come di fascia alta.


Omoda 5 cambia volto a gennaio

La prima novità destinata alle concessionarie italiane è la Omoda 5 Next, evoluzione profondamente rivista del modello attuale. L’arrivo è previsto per gennaio, con una carrozzeria che cresce da 4,40 a 4,52 metri, un abitacolo aggiornato e uno schermo centrale da 15,6 pollici. La meccanica, invece, resta invariata.

Il sistema ibrido completo da 1,5 litri sviluppa 224 cavalli e 295 Nm di coppia. Il listino della versione ibrida salirà indicativamente da 28.500-31.500 euro a 29.500-32.500 euro, mentre la variante elettrica dovrebbe confermare un prezzo intorno ai 35mila euro.

Il rinnovamento più evidente riguarda il frontale, ora più inclinato e accompagnato da gruppi ottici con firma luminosa a forma di fulmine. Il profilo sportivo viene mantenuto, ma la carrozzeria presenta superfici più scolpite e linee più nette, con un posteriore ispirato all’estetica della robotica.

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La gamma riceverà ulteriori aggiornamenti. Entro la fine dell’anno la Omoda 9 dovrebbe aggiungere il parcheggio comandabile a distanza e un allestimento Sport, affiancato alla versione Premium. Sulla Jaecoo 7 ibrida ricaricabile è invece prevista una batteria da 26,6 kWh.


Omoda 4 e Omoda X guardano avanti

La Omoda 4 è attesa in Italia nella primavera 2027, con una finestra di lancio compresa tra febbraio e aprile. La produzione è iniziata a metà ottobre, ma il calendario commerciale dipenderà anche dall’esaurimento delle scorte della Omoda 5 attuale.

Il nuovo veicolo misura circa 4,42 metri e si colloca nel segmento dei Suv compatti. Condivide piattaforma e abitacolo con la Jaecoo 5, ma punta su un disegno più spigoloso e rivolto soprattutto a un pubblico giovane. All’interno trova posto un assistente virtuale capace di comprendere il linguaggio naturale, insieme a un sistema multimediale verticale.

La versione ibrida sviluppa 224 cavalli e dovrebbe costare tra 25mila e 26mila euro. Quella elettrica utilizza una batteria LFP da 61 kWh, ha 204 cavalli e dichiara circa 420 chilometri di autonomia, un valore ancora in attesa di omologazione. Il prezzo indicativo è di 31-32mila euro. Tra le dotazioni particolari figura il rivestimento argentato del tetto in vetro, progettato per ridurre di 8-10 gradi la temperatura nell’abitacolo.

Resta invece più lontano il debutto della Omoda X, presentata per la prima volta a Wuhu durante un evento con musica, moda, concessionari e clienti internazionali. Il prototipo adotta forme più robuste, passaruota pronunciati, pneumatici tassellati e una capacità di traino dichiarata di 1.800 chilogrammi. Per ora non sono stati comunicati motori, dimensioni definitive, prezzo né data di arrivo in Europa.

Nel frattempo, Chery prepara anche aggiornamenti tecnici per gli altri modelli. La Omoda 7 introdurrà un sistema ibrido non ricaricabile con batteria da 5 kWh e funzione V2L da 2,2 kW, mentre la Jaecoo 7 di vertice avrà un accumulatore più capiente. È il segnale di una gamma destinata ad ampliarsi rapidamente, con l’Italia indicata tra i mercati centrali della prossima fase.

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