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Motori 3 min di lettura11 ore fa

Carburanti, GPL a 0,802 euro e metano a 2,122

Il propano sale del 23% e il butano del 40%; il gas naturale europeo sfiora 90 euro per MWh

I prezzi di GPL e metano per autotrazione sono aumentati, mentre benzina e gasolio hanno registrato una lieve riduzione. Sulla rete stradale nazionale il GPL ha raggiunto 0,802 euro al litro e il metano 2,122 euro al chilogrammo.

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I prezzi medi dei carburanti

Le rilevazioni indicano una benzina a 2,007 euro al litro e un diesel a 2,235 euro. Si tratta di valori elevati, ma inferiori ai precedenti picchi massimi. Per il GPL, invece, bisogna tornare a giugno per trovare quotazioni paragonabili a quelle attuali.

L’andamento riduce il vantaggio economico di chi aveva scelto un’auto alimentata a gas per contenere i costi quotidiani. La contrazione della domanda mondiale e le variazioni del Brent hanno favorito i ribassi dei listini consigliati per benzina e gasolio, ma la dinamica è diversa per GPL e metano.


Propano e butano più costosi

Il GPL destinato alle automobili nasce soprattutto dalla combinazione di propano e butano. Per questo motivo le loro quotazioni internazionali incidono direttamente sul prezzo applicato ai distributori.

A novembre 2026, Sonatrach ha portato il prezzo contrattuale del propano a 825 dollari per tonnellata, con un incremento del 23%. Il butano è salito invece a 1.050 dollari per tonnellata, dopo un aumento del 40% rispetto al mese precedente.

La domanda stagionale contribuisce a spiegare la crescita. Con l’arrivo del freddo, propano e butano servono anche al riscaldamento di abitazioni e impianti produttivi; famiglie, aziende e operatori energetici aumentano quindi le scorte, sostenendo le quotazioni.


Il gas naturale pesa sul metano

Per il metano auto il riferimento è il mercato europeo del gas naturale, in particolare l’indice TTF del mercato olandese. Le sue oscillazioni si trasferiscono sui costi del carburante, ai quali si aggiungono le spese per il trasporto.

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Le tensioni internazionali rendono più incerti gli approvvigionamenti, ma il prezzo dipende anche dal livello degli stoccaggi europei e dalla disponibilità di forniture sufficienti per l’inverno. Riserve meno ampie rendono il mercato più esposto a eventuali riduzioni dell’offerta o a una domanda superiore alle attese.


La concorrenza per il GNL

Tra gli elementi da considerare c’è anche il gas naturale liquefatto, utilizzato dall’Europa per diversificare le fonti. I compratori europei devono contendersi i carichi disponibili con altri mercati, soprattutto quelli asiatici.

Un aumento dei consumi in Asia oppure una diminuzione dell’offerta mondiale può rendere più onerosi gli acquisti europei. L’effetto passa prima dalle quotazioni all’ingrosso e poi dai prezzi richiesti agli automobilisti. A metà ottobre il gas naturale europeo si è avvicinato a 90 euro per MWh.


Effetti su automobilisti e trasporti

Per i proprietari di vetture a GPL o metano, la crescita dei rifornimenti riduce il risparmio atteso rispetto ai carburanti tradizionali. Le spese di gestione aumentano proprio per i veicoli scelti con l’obiettivo di abbassare il costo dell’uso quotidiano.

La pressione può estendersi anche alle merci. Il metano, soprattutto nella forma di GNL impiegata dai camion, incide sui costi della logistica e delle spedizioni. Poiché in Italia gran parte dei prodotti viaggia su strada, gli aumenti possono riflettersi sui prezzi della grande distribuzione e dei beni essenziali.

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