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Motori 4 min di lettura14 ore fa

Bulega, dal buio al titolo SBK: la scalata che vale la MotoGP

Prima i record e il mondiale Superbike, poi la nuova chiamata in MotoGP: il percorso di Nicolò Bulega racconta una rinascita costruita dopo anni difficili.

Il mondiale Superbike 2026 ha consegnato a Nicolò Bulega il risultato più importante della sua carriera, accompagnato da una lunga serie di primati e dalla promozione in MotoGP per la prossima stagione. Il traguardo assume un significato particolare ripensando alle difficoltà attraversate dal pilota emiliano prima dell’approdo nella classe regina delle derivate di serie.


Il titolo che chiude il cerchio

A 25 anni, Bulega ha guidato il team ufficiale Aruba Ducati insieme a Iker Lecuona e ha conquistato il campionato con due round ancora da disputare. Il 2026 è stato segnato da successi ripetuti, pole position, giri più veloci e nuovi record, fino alla certezza matematica del titolo.

La ricompensa non si è fermata alla Superbike. Per il 2027 il pilota di Taneto di Gattatico tornerà nel paddock della MotoGP con il team VR46, la stessa realtà che lo aveva accompagnato all’inizio dell’avventura nel Motomondiale. È l’ultimo passaggio di una storia cominciata con aspettative altissime e proseguita, per un periodo, tra risultati deludenti e infortuni.


La consacrazione sulle moto grandi

Il salto nella Superbike ufficiale era arrivato nel 2024, dopo la conquista del titolo Supersport. L’esordio in Australia fu immediatamente significativo: Bulega ottenne vittoria, pole position e giro più rapido, mostrando di poter competere ai vertici anche con una cilindrata maggiore.

Quella stagione fu dominata da Toprak Razgatlioglu, autore di 13 vittorie consecutive, ma Bulega rimase il principale rivale del turco e concluse il campionato al secondo posto. Nel 2025 riuscì a ridurre ulteriormente il divario: vinse 14 gare e terminò a soli 13 punti dal campione, confermando una crescita ormai evidente.


La parentesi in MotoGP

Nel 2025 arrivò anche la prima esperienza nella categoria più prestigiosa del motociclismo. Ducati lo chiamò per sostituire Marc Marquez, infortunato, nelle ultime due gare dell’annata.

Non furono risultati destinati a cambiare la storia del campionato, ma Bulega riuscì comunque a conquistare punti in entrambe le occasioni. Per un debutto maturato all’improvviso in una classe nuova e particolarmente complessa, il bilancio rimase positivo.


Prima la promessa, poi la crisi

Nato il 16 ottobre 1999 e figlio di Davide, già pilota nel mondiale 250 GP, Nicolò si mise in luce molto presto. Nel 2011 vinse i titoli italiano ed europeo MiniGP junior 50; nel 2012 si impose nel PreGP 125 italiano e nel 2013 conquistò anche il PreGP 250.

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Il risultato più importante delle categorie giovanili arrivò nel 2015, quando vinse il campionato spagnolo Moto3, valido come Mondiale Junior Moto3. Il suo rendimento comprese tre terzi posti, tre secondi posti e una vittoria, prestazioni che gli valsero la chiamata di VR46 per il Motomondiale 2016, al fianco di Andrea Migno, Romano Fenati e Lorenzo Dalla Porta.

L’esordio nella classe cadetta fu incoraggiante: sesto in Qatar, pole position e podio in Spagna, terzo posto in Giappone. Nel 2017 arrivò un’altra pole sul circuito giapponese, ma anche un infortunio al piede destro nell’ultima gara.

Il periodo successivo cambiò completamente prospettiva. Nel 2018 un incidente domestico lo costrinse a saltare quattro appuntamenti e il miglior piazzamento fu il settimo posto ottenuto in Thailandia. In Moto2, nel 2019, non andò oltre il settimo posto in Repubblica Ceca e chiuse 17º nella graduatoria generale; nel 2020, con Gresini, raccolse come miglior risultato l’ottavo posto nel Gran Premio d’Europa, finendo 20º in campionato.


La svolta chiamata Supersport

Il 2021 fu ancora più complicato: sempre con il team Gresini, Bulega ottenne due undicesimi posti come risultati migliori e dovette fare i conti con altri due infortuni. In quel momento il prosieguo della carriera poteva sembrare tutt’altro che scontato.

La svolta arrivò nel settembre dello stesso anno, quando Aruba annunciò il suo ingaggio per il mondiale Supersport 2022 sulla Panigale V2. Alla prima gara della stagione seguì il terzo posto in Gara 2, risultato che riportò Ducati sul podio della categoria dopo l’ultima apparizione del 2007.

Nel resto del 2022 Bulega aggiunse altri otto podi e concluse quarto nella classifica finale. Dodici mesi più tardi, con la stessa squadra e la medesima moto, arrivò il titolo mondiale: 16 vittorie in 24 gare e 10 pole position su 12.

Quella rinascita gli aprì la porta della Superbike e, da lì, la strada verso la MotoGP. Dopo essere stato considerato una promessa nelle cilindrate minori e aver attraversato il momento più difficile della carriera, Nicolò Bulega ha trovato nelle moto più potenti il contesto per trasformare il talento giovanile in risultati da campione.

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