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Motori 3 min di lettura17 ore fa

Benzina, la tregua divide la rete: sciopero in Sicilia dal 16 ottobre

I nuovi listini di Eni e Ip fanno scendere lievemente i prezzi, ma gestori, tassisti e autotrasportatori chiedono misure più ampie e durature.

I gestori degli impianti sostengono l’idea di un limite ai prezzi, ma temono che gli sconti applicati da Eni ed Enilive finiscano per mettere in difficoltà una parte della rete. Bruno Bearzi, presidente di Figisc Confcommercio, avverte: «Una parte della rete non sarà in grado di competere». Le associazioni di categoria chiedono quindi maggiori ristori e nuove tutele.

Resta anche l’incognita delle scorte. In alcuni punti vendita si sono formate code e si sono verificati casi di esaurimento del carburante, ma secondo Bearzi il problema non è ancora generalizzato. Gli eventuali disagi legati alla distribuzione, sostiene il rappresentante dei benzinai, saranno più chiari nei prossimi giorni.


La protesta parte dalla Sicilia

Il caro-carburanti sta spingendo diverse categorie verso la mobilitazione. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha annunciato un fermo di cinque giorni, con inizio alle 00.01 del 16 ottobre, e intende proseguire la protesta fino a quando il governo non fisserà un incontro.

Anche i tassisti hanno chiesto un confronto con l’esecutivo. In assenza di una convocazione, la categoria minaccia di ricorrere allo sciopero, aggiungendo ulteriore pressione sulle istituzioni mentre il costo dei rifornimenti resta elevato.


Code soltanto in alcune città

L’esordio dei nuovi prezzi ha prodotto effetti diversi sul territorio. In alcune stazioni di servizio tra Napoli, Firenze e Roma gli automobilisti hanno dovuto attendere in fila, mentre in altri impianti non si è registrata una particolare affluenza.

Il provvedimento riguarda i punti vendita Eni ed Enilive, dove la benzina è stata fissata a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro. Nello stesso momento sono partiti anche gli sconti della rete Socar-Ip, senza però determinare una corsa generalizzata al rifornimento.


Sconti ancora lontani dalla totalità

Per ora Socar ha applicato i listini calmierati in 300 impianti sui circa 3.400 presenti nella sua rete. Il gruppo azero prevede di ampliare gradualmente l’intervento, valutando le diverse aree di mercato e ipotizzando il coinvolgimento di Esso e di altri operatori serviti da Ip.

Tra le possibilità allo studio c’è anche l’adesione di Q8. Palazzo Chigi sta verificando sul piano diplomatico se il gruppo kuwaitiano possa partecipare all’iniziativa. Nel complesso, gli impianti interessati dagli sconti sono circa 4.100 su un totale nazionale di 20mila.

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Pressione per un limite stabile

Sindacati e rappresentanti dei gestori chiedono che la riduzione non resti affidata soltanto alla volontà delle singole aziende. Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha riconosciuto il valore delle iniziative di Eni e Ip, ma ha sottolineato che gli accordi coprono meno di quattro stazioni su dieci, hanno una durata limitata e possono essere modificati.

La proposta della Cisl è una regola permanente: un tetto variabile dovrebbe attivarsi automaticamente quando i prezzi alla pompa superano livelli non giustificati dalle quotazioni. Faib Confesercenti e Fegica hanno presentato un progetto analogo in Parlamento, chiedendo una disciplina uguale per tutti gli operatori.


Assopetroli guarda all’ingrosso

Assopetroli-Assoenergia sollecita il governo ad aprire subito un tavolo sui prezzi all’ingrosso. Secondo l’associazione, intervenire su quel segmento consentirebbe di raggiungere anche famiglie e imprese che non beneficiano degli sconti applicati direttamente ai consumatori.

La richiesta riguarda inoltre la tutela degli operatori indipendenti, che rischiano di non riuscire a sostenere la concorrenza delle grandi reti. Per l’associazione, un intervento a monte aiuterebbe a creare condizioni più equilibrate lungo tutta la filiera.


Ribassi minimi e attesa

I dati del Mimit mostrano una prima flessione sulla rete stradale. La benzina è passata da 2,159 euro al litro di domenica a 2,152 euro, mentre il gasolio è sceso da 2,377 a 2,369 euro: una variazione contenuta, con prezzi ancora molto alti.

Il Codacons considera questi piccoli arretramenti un segnale importante dopo settimane di aumenti e li collega all’effetto prodotto da Eni. L’Unione nazionale consumatori invita tuttavia ad attendere qualche giorno, così da capire se anche le altre compagnie decideranno di ridurre i propri listini.

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