MotoGP, il conto verde fa paura: 86 euro per un litro nel 2027
Il passaggio ai carburanti interamente non fossili potrebbe moltiplicare le spese di squadre e costruttori, ma la cifra circolata non è ancora ufficiale.
Il nuovo carburante rischia di diventare una delle voci più pesanti della MotoGP 2027. Una quotazione di 86 euro al litro, emersa durante le trattative nel paddock, ha acceso il dibattito sui costi della transizione verso combustibili completamente privi di origine fossile. La cifra, tuttavia, non rappresenta ancora il prezzo definitivo valido per tutti i team.
Il pieno da gara supera 1.700 euro
Dal 2027 il regolamento imporrà l’impiego di carburanti ottenuti al 100% da fonti non fossili. La produzione potrà basarsi su biocombustibili oppure su carburanti sintetici realizzati con anidride carbonica catturata dall’atmosfera. Il cambiamento accompagnerà l’arrivo dei nuovi motori da 850 cm³ e il passaggio da Michelin a Pirelli come fornitore degli pneumatici.
Durante il Gran Premio d’Austria sarebbe stata discussa, tra ETS Racing Fuels e Aprilia, una proposta da 86 euro per ogni litro. Si tratta di un’indicazione ancora da verificare sul mercato e non di un listino ufficiale, ma il confronto con gli attuali carburanti da competizione, che costano circa 10-15 euro al litro, evidenzia la portata del possibile aumento.
Le quantità previste dal regolamento rendono immediatamente comprensibile l’allarme. Il serbatoio potrà contenere fino a 20 litri per la gara principale e 11 per la gara breve: ipotizzando davvero un prezzo di 86 euro, il rifornimento massimo arriverebbe quindi a 1.720 euro la domenica e a 946 euro il sabato.
I test possono far esplodere il conto
Il costo del singolo pieno, però, non è l’aspetto più delicato. Considerando l’attività complessiva tra gare e sessioni ufficiali di prova, il consumo stimato potrebbe raggiungere 3.940 litri all’anno per ciascun pilota. Applicando la quotazione circolata, la spesa annuale toccherebbe circa 339.000 euro a pilota, pari a quasi 678.000 euro per una squadra schierata con due motociclisti.
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La cifra crescerebbe ulteriormente includendo i collaudatori, le prove private e le ore trascorse al banco per lo sviluppo dei nuovi propulsori. Per un costruttore, un consumo superiore a 40.000 litri annui si tradurrebbe, sulla stessa base, in un esborso di circa 3,4 milioni di euro.
Prezzo da confermare nel 2027
Questi calcoli dipendono interamente dall’ipotesi che gli 86 euro al litro diventino un valore realmente rappresentativo. Al momento non è certo che tutte le squadre debbano acquistare il carburante a quella cifra, né che la quotazione emersa in Austria coincida con il prezzo finale.
Resta però il tema economico legato alla svolta ambientale della categoria. Anche un costo più basso rispetto a quello indicato nelle trattative potrebbe incidere sensibilmente sui bilanci, soprattutto per le attività di sviluppo e per il lavoro svolto lontano dai fine settimana di gara.
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