Gasolio alterato a Roma: sequestrati 26mila litri, 9 irregolarità
L’operazione congiunta di Agenzia delle Dogane e Guardia di finanza ha portato anche alla denuncia di due persone e al blocco di quattro cisterne.
Un carburante modificato con sostanze più economiche non rappresentava soltanto un possibile danno per il Fisco: secondo gli accertamenti, il gasolio poteva aumentare il rischio di incendio o esplosione durante il trasporto, la conservazione e il rifornimento. Per questo sono stati sequestrati oltre 26mila litri di prodotto non conforme nell’area di Roma e provincia.
Il gasolio alterato finisce sotto sequestro
L’operazione è scattata nell’ambito di 68 verifiche condotte nei distributori stradali. A eseguirle sono stati gli operatori della direzione territoriale Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme ai finanzieri del Comando provinciale di Roma.
Il carburante sarebbe stato diluito con composti chimici più volatili e meno costosi, così da accrescerne il volume e ridurre illegalmente il peso delle accise. Le autorità hanno apposto i sigilli a quattro cisterne e a quattro pistole utilizzate per l’erogazione. Due persone sono state inoltre segnalate alla magistratura per frode nell’esercizio del commercio e per sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.
Prezzi dei distributori, nove contestazioni
Una parte specifica dei controlli ha riguardato la correttezza delle informazioni rivolte agli automobilisti. I militari dei Gruppi di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno eseguito 34 verifiche sul rispetto delle regole relative all’esposizione e alla comunicazione dei prezzi dei carburanti.
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Nel complesso sono emerse nove violazioni. Cinque riguardano la mancata trasparenza dei prezzi indicati alla clientela, una la gestione irregolare dei registri e tre l’assenza della comunicazione preventiva delle tariffe applicate al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la piattaforma prevista.
Controlli tra sicurezza e accise
L’attività punta a colpire sia le frodi fiscali sia le condotte che possono compromettere la sicurezza degli utenti. La composizione alterata del gasolio, infatti, può renderlo particolarmente infiammabile nelle diverse fasi della filiera, dai depositi interrati fino al rifornimento dei veicoli.
L’intervento ha quindi riunito due obiettivi: verificare che il carburante venduto rispetti gli standard previsti e assicurare che i prezzi comunicati dagli esercenti siano corretti e aggiornati. Le verifiche si sono concentrate sul territorio della Capitale e dell’area metropolitana.
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