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Motori 4 min di lettura2 giorni fa

Cremona, Lecuona fa il vuoto: tutte le pagelle del weekend SBK

Il decimo appuntamento della Superbike a Cremona ha regalato tre giorni di grande partecipazione e un verdetto netto: Iker Lecuona è stato il protagonista assoluto del fine settimana.

Ducati ha occupato stabilmente le prime posizioni, ma tra conferme, cadute e segnali di crescita non sono mancati spunti anche per gli altri piloti.

Le presenze complessive sarebbero state 46.000, anche se il dato non è stato verificato direttamente. Domenica, però, le tribune erano quasi al completo e nel paddock si percepiva un entusiasmo evidente, con tifosi accorsi in moto, applausi fuori dai box e un’atmosfera particolarmente calorosa.


Lecuona domina, Bulega amministra

Iker Lecuona merita il voto più alto: 10. Il pilota spagnolo della Ducati ha conquistato tutto ciò che era a disposizione, trovando subito un assetto efficace e imponendo un ritmo impossibile da sostenere per gli avversari. Anche Nicolò Bulega, già campione del mondo, non è riuscito a tenere il passo del compagno di squadra.

Bulega porta a casa un 10 per la gestione delle tre gare e un simbolico 11 per il titolo mondiale appena conquistato. Su una pista insidiosa, dove perdere aderenza era facile, l’italiano ha scelto di non correre rischi inutili e ha chiuso sempre secondo. Una strategia prudente, necessaria per difendere il campionato, anche se a Cremona Lecuona aveva qualcosa in più.

La Ducati ha monopolizzato i tre podi e ha piazzato almeno quattro moto nelle prime quattro posizioni di Gara 1, arrivando addirittura a occupare i primi sei posti nella Superpole. La bimota è stata l’unica capace di interrompere con una certa frequenza la lunga sequenza delle Panigale.


Surra festeggia, Montella reagisce

Yari Montella riceve un 8. Le cadute dei primi due giorni avevano riportato alla memoria il difficile finale del 2025, ma nelle gare decisive il pilota italiano ha mostrato maggiore maturità, sia nella guida sia nella gestione della pressione. Il successo nella classifica dei team indipendenti conferma il valore del lavoro svolto con la Barni Spark Racing Team.

Il voto più significativo va però a Surra, autore del primo podio e meritevole di un 9. Il pilota italiano ha messo in mostra velocità e carattere, diventando insieme a Montella una delle speranze del motociclismo nazionale nella categoria regina delle derivate di serie.

Tra i piloti della bimota, uno dei protagonisti si è confermato costantemente vicino alle Ducati, tra il quinto e il sesto posto. L’assenza di errori e la regolarità dei risultati rispecchiano il potenziale attuale della KB998, mentre il resto della squadra continua a lavorare per ridurre il distacco.


Corsa alla conferma tra cadute

Un altro pilota ha trasformato il lavoro con la squadra in un quinto posto in Gara 1, il suo miglior risultato stagionale. La prestazione avrebbe potuto essere ancora più completa senza il contatto subito all’inizio della gara sprint, episodio che ha compromesso anche la prova conclusiva. La crescita mostrata sulla Ninja resta comunque evidente.

Il secondo appuntamento casalingo di un altro protagonista è stato rovinato da una caduta nella Superpole Race, nella quale è rimasto coinvolto anche Gerloff, incolpevole. In Gara 2 è risalito fino al settimo posto dopo una partenza negativa, ma il risultato non ha cancellato la sensazione di un’occasione persa. La squadra GoEleven sembra comunque orientata a confermarlo.

Andrea Locatelli ha difeso i colori Yamaha davanti al pubblico italiano, entrando sempre nei primi dieci dopo una Superpole complicata. Considerando il rendimento della R1, il risultato assume un peso particolare: il pilota lombardo continua a tenere a galla la casa di Iwata in attesa dell’arrivo di Jake Miller e di una possibile evoluzione tecnica della moto.


Honda risorge, BMW ancora in affanno

Jake Dixon ha regalato alla Honda il miglior risultato stagionale, sfruttando una pista storicamente favorevole alla CBR. Dopo l’infortunio grave rimediato in Australia e il lungo periodo lontano dalle gare, il britannico sta ritrovando confidenza con una moto non semplice da interpretare. Il sesto posto in Gara 2 è un segnale incoraggiante per il suo box.

La BMW, invece, continua a vivere un periodo complicato. Oliveira ha provato a rimanere nelle posizioni di vertice, ma è caduto due volte, mentre Danilo Petrucci ha faticato per tutto il fine settimana. Sulla pista dove nel 2024 aveva firmato una splendida tripletta, Petrucci è riuscito a raccogliere punti soltanto nelle due gare lunghe: un bilancio molto lontano dalle aspettative.

Anche il giovane esordiente della squadra australiana ha alternato lampi e difficoltà. Il settimo posto rappresenta un risultato positivo, ma il fine settimana è stato segnato anche da un problema tecnico e da una caduta. Per lui si tratta di esperienza utile per comprendere meglio il limite della Panigale.


Bassani resta l’unico bocciato

L’unica insufficienza va ad Axel Bassani. Davanti ai propri sostenitori non ha retto il confronto con il compagno di squadra: dopo una Superpole negativa, ha comunque centrato i primi dieci nelle due gare lunghe, ma il rendimento complessivo non è stato sufficiente.

Il campionato proseguirà tra due settimane all’Estoril, in Portogallo, prima del conclusivo appuntamento di Jerez previsto sette giorni più tardi. Restano dunque due round per completare i verdetti e per capire se il confronto tra Lecuona e Bulega offrirà nuove sfide, ora che il titolo è già stato assegnato.

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