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Motori 4 min di lettura1 ora fa

Bulega chiude da padrone: applausi, rimpianti e promesse a Jerez

Il campione domina anche l’ultimo round, mentre Bautista emoziona, Petrucci conferma i progressi e diversi avversari lasciano l’Andalusia con qualche rimpianto.

Nicolò Bulega ha terminato la stagione nel modo più netto possibile: pole position, tre successi, giro più rapido e primato della pista. Il pilota Ducati ha imposto ancora una volta la propria legge a Jerez, chiudendo un campionato nel quale il binomio formato dalla Panigale V4 e dalla squadra Aruba è apparso quasi impossibile da contrastare.

Il verdetto della Superbike era già definito, ma l’ultimo appuntamento del 2026 ha comunque offerto spunti interessanti. Il pubblico ha risposto con 41.000 presenze nei tre giorni e ha assistito a un dominio Ducati interrotto soltanto dalle bimota e, in Gara1, dall’inserimento di Sam Lowes al secondo posto.

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Bulega lascia il segno nella storia

Il fine settimana di Bulega vale un dieci e lode. Il suo rendimento non si è limitato alle vittorie: il pilota italiano ha raccolto tutto ciò che era disponibile, confermando una superiorità costruita lungo l’intera annata. La sua stagione resterà tra quelle più difficili da replicare nella storia della categoria e il passaggio in MotoGP appare, per lui, un traguardo pienamente meritato.

A Jerez la Ducati ha certificato ancora una volta la propria forza. In Gara1, sette moto della casa bolognese hanno occupato le prime sette posizioni: non accadeva dal 2003, quando lo stesso filotto era stato realizzato a Oschersleben. L’unico elemento capace di spezzare con continuità la sequenza delle Panigale è stata la bimota di Alex Lowes, segnale degli investimenti compiuti dal progetto italo-giapponese.


Tra cuore, riscatto e rimpianti

Sam Lowes ha cancellato il difficile appuntamento dell’Estoril con la sua migliore prova dell’anno. Secondo in Gara1 e quinto nella gara breve, ha mostrato velocità e precisione, arrivando a contendere il podio anche ad Álvaro Bautista. Se riuscisse a riproporre con continuità il livello espresso in Andalusia, potrebbe puntare stabilmente alle posizioni di vertice.

Per Bautista, invece, il risultato passa in secondo piano rispetto all’emozione. Non è stato incisivo in Superpole, ma ha chiuso quarto Gara1 e sesto la Superpole Race, dimostrando di avere ancora molto da offrire. Le lacrime del dopo gara hanno dato un peso particolare a un fine settimana che potrebbe coincidere con il suo addio alla Superbike.

Danilo Petrucci non ha raggiunto il podio, probabilmente anche per effetto del terzo posto già conquistato in campionato, ma ha raccolto piazzamenti solidi e confermato il percorso di crescita intrapreso. Andrea Locatelli ha terminato settimo Gara1 e sesto nelle altre due prove, compresa la graduatoria iridata: un rendimento sufficiente per la conferma, ma non ancora all’altezza delle aspettative costruite su di lui.


Le altre moto cercano risposte

Alberto, da esordiente, ha pagato il confronto con un tracciato meno favorevole rispetto all’Estoril. L’ottavo posto, diventato il suo peggior risultato del fine settimana, non cancella quanto mostrato in precedenza, ma indica che per entrare stabilmente tra i migliori servirà un ulteriore passo avanti.

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Alex Lowes ha portato la bimota al quinto posto nella Superpole Race senza commettere errori e ha chiuso il campionato quinto, a nove punti dal fratello Sam. Il bilancio della KB998 resta interlocutorio, ma i progressi della moto fanno pensare che il progetto possa puntare a qualcosa di più. Dall’altra parte del box, il compagno di squadra è rimasto ai margini della top ten e ha concluso quasi sempre alle sue spalle: la velocità non manca, mentre serve ancora una crescita per sostenere davvero la squadra.

La BMW ha salutato una stagione complicata con un nuovo problema tecnico e con risultati lontani dalle prime posizioni. Il suo pilota di punta, nelle gare rimaste integre, non è riuscito a reagire con la necessaria incisività. Anche per questo la conclusione del campionato è sembrata, per la casa tedesca, una liberazione.

Yamaha ha trovato ancora una volta in Xavi Vierge il proprio principale riferimento. La sua R1 lo ha tradito in Gara1, prendendo fuoco, ma nelle altre prove Vierge è rimasto il migliore tra i piloti della marca e ha confermato di poter puntare a risultati importanti nel prossimo campionato.

Per Andrea Locatelli, invece, le ultime sei gare hanno portato appena tre punti. Una situazione insolita per un pilota abituato a lottare nella zona utile della classifica e che ha finito per penalizzarlo oltre quanto avrebbe meritato. Jake Dixon non ha replicato l’exploit portoghese: l’infortunio che gli ha fatto perdere metà stagione resta un alibi concreto, così come la decisione della Honda di prolungare il rapporto appare una scelta comprensibile.


Jerez premia anche le altre categorie

Se la Superbike ha offerto pochi colpi di scena, le altre classi hanno mantenuto alta l’attenzione. La Sportbike ha assegnato il titolo a Xavi Artigas soltanto nella domenica pomeriggio, mentre Maria Herrera ha conquistato il secondo campionato consecutivo nel mondiale femminile.

Nella Supersport, i due piloti Kawasaki della squadra Puccetti hanno occupato le prime due posizioni nella gara domenicale. La pioggia, attesa per gran parte della giornata, è arrivata soltanto al termine di Gara2, quando ormai non poteva più modificare il quadro del fine settimana. Ora il calendario lascia spazio ai test, in attesa di capire quali novità provenienti dalla MotoGP potranno incidere sul futuro della Superbike.

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