Bologna, il motorismo storico guarda avanti: i numeri del 2026
La rassegna chiude con più presenze dall’estero, un mercato orientato ai modelli di pregio e un nuovo salone già fissato per il 2027.
Il calendario del motorismo storico si allarga: dal 26 al 28 febbraio 2027 la Fiera di Padova ospiterà la prima edizione di Padova Only Classics, appuntamento promosso da Intermeeting e BolognaFiere Group per vetture e motociclette costruite fino al 1977. L’obiettivo è creare un nuovo spazio specializzato per appassionati e operatori, affiancando senza sovrapporsi alla manifestazione bolognese.
Luciano Rizzi, amministratore delegato di Intermeeting, ha spiegato che il progetto punta a «rafforzare il posizionamento internazionale di Bologna» attraverso una rete di eventi dedicati e tra loro complementari.
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Il mercato premia la rarità
La domanda per le auto d’epoca rimane sostenuta, ma le scelte degli acquirenti sono diventate più attente. L’interesse si concentra soprattutto sulla fascia medio-alta, dove trovano spazio vetture poco comuni, serie numerate e modelli moderni già entrati nell’orizzonte collezionistico, comprese le Instant Classic e le hypercar contemporanee.
A soffrire maggiormente il quadro economico sono invece le automobili con un prezzo inferiore a 50.000 euro. Nel comparto motociclistico emergono segnali più incoraggianti: molti appassionati tornano a cercare mezzi legati ai propri ricordi, con una particolare attenzione per le moto da cross, le 125 e le MotoGP.
Bologna consolida la sua attrattiva
L’edizione 2026 di Auto e Moto d’Epoca ha registrato un incremento del 30% sia degli espositori provenienti dall’estero sia dei visitatori internazionali. Le presenze straniere hanno coinvolto persone arrivate da 34 Paesi, confermando la capacità della Fiera di Bologna di richiamare pubblico e operatori anche in una fase economica non semplice.
Il risultato rafforza il peso della rassegna nel panorama europeo dedicato ai veicoli storici. Per Antonio Bruzzone, amministratore delegato di BolognaFiere, questi numeri rendono l’evento strategico per il gruppo, intenzionato a sostenerne l’espansione insieme a Intermeeting e a sviluppare nuove iniziative rivolte al pubblico.
Quattro giorni tra storia e passione
La manifestazione, arrivata alla 43ª edizione, ha riunito a Bologna collezionisti, restauratori, club, musei, Case automobilistiche e professionisti del settore. In quattro giornate il quartiere fieristico è diventato un punto d’incontro tra compravendita, conservazione del patrimonio tecnico e divulgazione della cultura motoristica.
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Mario Carlo Baccaglini, presidente di Intermeeting, ha definito ogni appuntamento non solo un risultato, ma anche l’inizio di una nuova fase. Il valore della rassegna, secondo il presidente, non dipende esclusivamente dal numero dei partecipanti: conta anche la sua funzione nel mantenere viva la memoria dell’automobile e nel coinvolgere chi si avvicina oggi a questo mondo.
Un settore con un forte impatto
La componente culturale ha avuto un ruolo centrale anche grazie ad ASI, che a Bologna ha celebrato il proprio 60° anniversario con uno spazio dedicato ai club e agli appassionati. L’associazione ha ribadito il legame tra conservazione dei mezzi storici, identità industriale e conoscenza dell’evoluzione tecnica e sportiva della mobilità.
Alberto Scuro, presidente di ASI e FIVA, ha definito il motorismo storico «una risorsa per il Paese». Il comparto, secondo i dati richiamati durante la manifestazione, produce un indotto vicino ai quattro miliardi di euro ogni anno e interessa oltre venti milioni di italiani.
Anche ACI Storico ha portato a Bologna un capitolo significativo della tradizione automobilistica nazionale, celebrando i 120 anni di Lancia con la Stratos Alitalia, la Fulvia HF “14” e la Delta Integrale “Safari”. Geronimo La Russa, presidente di ACI e ACI Storico, ha inoltre segnalato l’aumento della base associativa, cresciuta di circa il 25% annuo nell’ultimo biennio.
Il bilancio della 43ª edizione restituisce così un settore in trasformazione, ma ancora capace di unire generazioni diverse. L’apertura ai visitatori stranieri, la selezione sempre più marcata degli acquisti e il nuovo appuntamento di Padova indicano una filiera che conserva il legame con il passato mentre amplia le occasioni per il futuro.
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