Batterie da usare di più: Bruxelles valuta serbatoi ridotti
L’ipotesi riguarda le PHEV, ma non ci sono ancora regole approvate, parametri tecnici o date di applicazione.
Bruxelles valuta di ridurre i serbatoi delle ibride plug-in per favorire l’impiego della batteria.
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Nessun obbligo già approvato
L’ipotesi è ancora in fase di discussione e non si è tradotta in un divieto vincolante per i costruttori. Le istituzioni europee non hanno fissato né requisiti tecnici ufficiali né un calendario per l’eventuale applicazione.
La possibile stretta rientra nella revisione dei sistemi usati per calcolare consumi ed emissioni delle vetture plug-in. L’obiettivo è rendere i valori di omologazione più vicini a quelli osservati nell’uso quotidiano su strada.
Il peso del carburante
La riduzione del serbatoio inciderebbe anche sulla massa dell’auto. Ottanta litri di benzina equivalgono a circa 60 chilogrammi di carico, un peso che aumenta l’energia richiesta dal motore e può far crescere i consumi effettivi.
Negli ultimi anni alcuni modelli PHEV sono stati equipaggiati con serbatoi molto capienti per superare i 1.000 chilometri di percorrenza complessiva. Tra gli esempi figurano i 75 litri del SUV Yangwang U8 e i 60 litri della BYD Seal U, soluzioni pensate per ridurre la necessità di soste.
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Più ricariche per le PHEV
Le ibride plug-in uniscono un propulsore a combustione e una batteria ricaricabile. Quando l’accumulatore viene alimentato con regolarità, questi veicoli possono coprire in elettrico gran parte degli spostamenti brevi, generalmente entro 100 chilometri.
Un serbatoio più piccolo renderebbe invece meno pratici i viaggi lunghi affidati soltanto alla benzina. Secondo l’impostazione allo studio, il limite potrebbe spingere i conducenti a collegare più spesso l’auto alla rete per conservare l’autonomia disponibile.
Il nodo dell’uso quotidiano
Il vantaggio ambientale delle PHEV dipende soprattutto dal comportamento del proprietario. Senza ricariche frequenti, l’auto finisce per utilizzare quasi sempre il motore termico, continuando però a trasportare il peso della batteria e dell’impianto elettrico.
In questo caso aumentano anche i costi di gestione e viene meno una parte dei benefici legati alla marcia a emissioni locali zero. Se l’idea diventasse una norma europea, cambierebbero i criteri di progettazione dei veicoli e le abitudini richieste agli automobilisti.
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