Auto nuove, ottobre chiude in crescita del 4,8%
Il mercato italiano delle auto nuove ha chiuso ottobre 2026 con 131.921 immatricolazioni, il 4,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Il mercato italiano delle auto nuove ha chiuso ottobre 2026 con 131.921 immatricolazioni, il 4,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Da gennaio il totale è salito a 1.400.991 vetture, con un aumento dell’8,3% annuo.
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Ibride davanti alle altre alimentazioni
Le vetture ibride hanno mantenuto la prima posizione tra le motorizzazioni, arrivando al 49% del mercato mensile e al 49,5% nel periodo gennaio-ottobre. Nel dettaglio, le mild hybrid hanno rappresentato il 29,4%, mentre le full hybrid si sono fermate al 19,6%.
A ottobre le ibride ricaricabili hanno raggiunto il 12,7%, contro il 7,4% di un anno prima. Il noleggio a lungo termine ha concentrato oltre il 43% delle registrazioni di questi modelli. Le auto a benzina sono scese al 17,8%, il GPL al 9%, le elettriche pure al 6,1% e le diesel al 5,3%.
Il presidente dell’UNRAE Roberto Pietrantonio ha collegato i risultati alla convenienza delle diverse tecnologie. «Gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione», ha affermato, chiedendo misure strutturali per rendere accessibili i veicoli a basse o zero emissioni.
Privati oltre metà delle vendite
Gli acquirenti privati hanno pesato per il 57,6% delle immatricolazioni di ottobre, con un incremento di 0,8 punti percentuali. Nel bilancio dei primi dieci mesi la loro incidenza è stata invece del 54%.
Il noleggio a lungo termine ha coperto il 18,5% del mercato mensile, in calo di circa il 10% nei volumi e di 3 punti nella quota. Le autoimmatricolazioni sono salite al 14,3%, mentre il noleggio a breve termine ha quasi raddoppiato volumi e incidenza, arrivando al 3,7%. Le società hanno rappresentato il 6% del totale.
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Previsioni e distribuzione territoriale
Le stime indicano per la fine del 2026 un consuntivo di 1.640.000 immatricolazioni, pari a una crescita del 7,5%. Per il 2027 è previsto invece un arretramento a 1.585.000 unità, con una diminuzione del 3,4% legata al rallentamento dell’economia.
Il Nord Ovest ha raccolto il 30,5% delle vendite, seguito dal Centro con il 29% e dal Nord Est con il 24,2%. Sud e isole hanno raggiunto rispettivamente il 10,7% e il 5,6%. La quota del Centro risente della presenza delle società di noleggio: senza questo canale scenderebbe al 23%.
Suv in testa nei segmenti
I Suv hanno conservato un peso rilevante soprattutto nei segmenti B e C. Tra le subcompatte hanno raggiunto il 30,3%, contro il 16,9% delle berline; nelle medie la loro incidenza è arrivata al 23,9%, mentre le berline si sono fermate al 3,8%.
Nel segmento A le berline hanno contato per il 7,7% e i Suv per l’1,9%. Nelle categorie medio-superiori i Suv hanno raggiunto il 9,2%, contro lo 0,5% delle berline. Station wagon, veicoli multispazio e sportive hanno registrato rispettivamente il 2,3%, l’1,8% e lo 0,5%.
Le emissioni medie delle vetture nuove sono scese a 107 grammi di CO2 per chilometro, con una riduzione del 4,5%. La fascia tra 95 e 135 grammi ha rappresentato il 60% del mercato. Il disegno di legge di Bilancio prevede inoltre per agenti e rappresentanti un tetto di deducibilità portato a 35.000 euro, con aliquota del 90% per auto elettriche e ibride, senza estensione alle flotte aziendali. A livello europeo è allo studio una revisione dell’obiettivo sulle emissioni del 2035, dall’azzeramento previsto a una riduzione dell’87,5%.
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