Auto europee, 10 miliardi di dazi Usa: intesa Parigi-Berlino in arrivo
Il settore automobilistico europeo ha sostenuto quest’anno un costo di 10 miliardi di euro per effetto dei dazi statunitensi.
Il settore automobilistico europeo ha sostenuto quest’anno un costo di 10 miliardi di euro per effetto dei dazi statunitensi. A ricordarlo è stato Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, intervenuto al vertice automobilistico di Parigi durante il Salone dell’Auto di Parigi.
Secondo Séjourné, le tariffe americane incidono direttamente sulla capacità delle imprese di competere. «I costruttori europei di auto hanno pagato 10 miliardi di euro di dazi doganali quest’anno con l’accordo americano», ha affermato, chiedendo che questo impatto venga considerato nel confronto sui costi della produzione europea e sulla preferenza per i prodotti del continente.
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Parigi e Berlino vicine all’intesa
Il dossier più urgente riguarda ora il completamento degli accordi tra Francia e Germania. Séjourné ha spiegato che il negoziato bilaterale sarebbe ormai vicino alla conclusione: «Attendiamo in particolare un’intesa tra Francia e Germania, che non dovrebbe tardare, siamo quasi arrivati».
L’esponente della Commissione ha inoltre sollecitato il Parlamento europeo a velocizzare l’iter delle norme comprese nel pacchetto per l’industria automobilistica. L’obiettivo indicato è trasformare rapidamente gli impegni già definiti in misure operative, così da sostenere la competitività delle aziende europee.
Ibride comprese nel nuovo accordo
Tra gli interventi citati figura un’intesa che estende la disciplina anche alle automobili ibride e coordina le misure sui dazi applicati ai veicoli elettrici. Il programma avrebbe una durata di quattro anni e stabilirebbe per il prossimo anno una quota pari a 350.000 veicoli.
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Séjourné ha sostenuto che la formula dovrebbe offrire maggiore certezza al comparto e limitarne l’esposizione alla concorrenza sleale. Nel confronto sulle nuove regole sono coinvolti anche i produttori di componenti, i distributori e gli stessi costruttori, con l’obiettivo di adattare le decisioni alle necessità dell’intera filiera.
Nuovi mercati per rilanciare il settore
La strategia europea passa anche dall’apertura di ulteriori canali commerciali internazionali. Per il vicepresidente, nuovi accordi con Paesi extraeuropei possono ampliare gli sbocchi per le aziende e contribuire a compensare i costi che gravano sulla produzione continentale.
Tra le aree considerate più promettenti è stata indicata l’India, che conta 1,4 miliardi di consumatori. L’espansione verso mercati di queste dimensioni viene presentata come uno degli strumenti con cui l’Unione europea intende rafforzare la propria industria automobilistica.
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