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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Auto elettriche, il traguardo 2030 si allontana: oggi sono 445mila

Il parco a batteria italiano resta molto distante dall’obiettivo fissato dal Pniec, mentre gli incentivi non hanno colmato il divario con l’Europa.

Il conto alla rovescia verso il 2030 parte da una distanza ancora ampia: ad agosto 2026 sulle strade italiane risultavano 445 mila auto elettriche, appena un decimo dei 4,3 milioni previsti dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Il dato emerge dal rapporto annuale di Ecco, centro studi italiano dedicato alle politiche climatiche.

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Il mercato resta indietro rispetto all’obiettivo

Il Pniec indica in 4,3 milioni il numero di vetture elettriche atteso entro il 2030. Per ora, però, la consistenza del parco nazionale si ferma a 445 mila unità: il divario da colmare resta quindi molto significativo a poco più di tre anni dal termine fissato dal piano.

La distanza non riguarda soltanto il traguardo italiano. Nel periodo compreso tra la fine del 2025 e il 2026, le immatricolazioni di modelli elettrici hanno raggiunto il 9% del mercato nazionale, mentre la media europea si è attestata al 22%.


Incentivi esauriti e crescita frenata

Le agevolazioni hanno sostenuto le vendite, ma il loro effetto si è rivelato temporaneo. Dopo la conclusione degli incentivi, avvenuta a giugno, le immatricolazioni sono tornate sui livelli precedenti, secondo quanto riportato nell’analisi di Ecco.

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Il rapporto segnala inoltre che le risorse destinate alla riduzione delle emissioni nei trasporti sono limitate e distribuite tra più soluzioni tecnologiche. Questo approccio, stando al documento, rende più difficile imprimere un’accelerazione alla diffusione dell’auto elettrica.


Trasporti sotto pressione climatica

Il settore dei trasporti rappresenta la principale fonte di emissioni in Italia e pesa per oltre il 30% sul totale. La sua trasformazione è dunque centrale per gli obiettivi climatici ed energetici nazionali.

Proprio per questo, Ecco evidenzia la necessità di valutare la disponibilità complessiva delle risorse oggi impegnate nella decarbonizzazione. Il quadro tracciato dal rapporto combina un obiettivo ambizioso, una quota di mercato ancora inferiore a quella europea e il ritorno ai valori precedenti dopo la fine degli incentivi.

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