Auto e moto, targhe su misura dal 2028
Il decreto amplia la scelta agli automobilisti, ma servono pareri e regolamenti prima dell'avvio effettivo del servizio.
La possibilità di scegliere lettere e numeri della targa per auto e moto è stata inserita nella riforma del Codice della strada. Il servizio, però, non partirà prima del 1° aprile 2028.
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Tempi ancora da definire
Il decreto legislativo approvato dal governo il 13 ottobre non è ancora applicabile. Prima serviranno i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti.
La riforma entrerà formalmente in vigore il 1° aprile 2027, mentre le singole disposizioni saranno utilizzabili dal 1° gennaio 2028 e comunque non prima che siano trascorsi 180 giorni dall'approvazione del regolamento. Per questo la personalizzazione delle targhe potrebbe arrivare soltanto dal 1° aprile 2028.
Quanto costeranno le targhe
Per motocicli e scooter, dotati della sola targa posteriore, il prezzo previsto è di 300 euro. A questa somma si aggiunge il 20 per cento destinato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per un totale di 360 euro, comprensivo dei tasselli autoadesivi.
Per le automobili il costo sale a 500 euro per la produzione delle targhe anteriore e posteriore, in tutti i formati e con gli accessori standard. La quota ministeriale aggiuntiva è di 100 euro: la spesa complessiva raggiunge così 600 euro.
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Le regole per la scelta
Il ministero potrà autorizzare, su richiesta del proprietario, una sequenza personalizzata di caratteri alfanumerici. Non saranno tuttavia ammesse combinazioni offensive, ambigue o capaci di generare equivoci.
La stessa opportunità potrà riguardare anche mezzi già immatricolati, ma soltanto in caso di targa deteriorata oppure quando sia necessario procedere a una nuova immatricolazione dopo un furto o uno smarrimento.
Una norma rimasta inattiva
L'attuale sistema di immatricolazione, introdotto nel 1994, assegna una combinazione composta da due lettere, tre numeri e altre due lettere. La scelta individuale dei caratteri, invece, era già stata prevista nel 2002 da una precedente modifica del Codice della strada.
Quella disposizione non è mai diventata operativa perché mancava il regolamento incaricato di stabilire le modalità di applicazione. Anche la nuova norma dovrà quindi superare l'iter dei pareri e attendere le regole attuative prima di poter essere utilizzata.
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