Acosta, la prima vittoria non basta: Espargaró punta già su Motegi
Secondo il collaudatore KTM il talento spagnolo avrebbe meritato il successo molto prima e può ripetersi in Giappone, su una pista adatta alle sue caratteristiche
La vittoria conquistata da Pedro Acosta in Austria potrebbe essere soltanto l'inizio. Pol Espargaró, collaudatore KTM e protagonista dello sviluppo della RC16, considera infatti il successo di Spielberg arrivato con troppo ritardo rispetto al valore del pilota e indica già Motegi come possibile teatro di un nuovo trionfo.
Motegi offre subito una nuova occasione
Il campionato ripartirà dal Giappone dal 2 al 4 ottobre, sul circuito di Twin Ring Motegi. Per Espargaró, il tracciato presenta caratteristiche vicine a quelle del Red Bull Ring: numerose frenate impegnative e ripartenze in cui Acosta riesce a esprimere al meglio la propria efficacia.
La trasferta asiatica sarà anche un banco di prova importante. Nella precedente edizione, il pilota spagnolo aveva raccolto un terzo posto e una diciassettesima posizione, mentre ora arriva all'appuntamento con la fiducia garantita dal primo successo nella classe regina. Resta da verificare anche la presenza di Pol in gara: il rientro di Maverick Viñales dipenderà dalla risposta della spalla dopo il test effettuato a Spielberg.
Un talento emerso prima della vittoria
Il risultato austriaco è maturato dopo una fase nella quale Acosta aveva già mostrato un ritmo da vincente. Prima di salire sul gradino più alto, il numero 37 aveva ottenuto 15 podi in MotoGP, compresi il secondo posto di Aragona e il terzo di Misano, senza mai riuscire a completare l'ultimo passo.
Espargaró sostiene che i progressi della KTM non siano sufficienti a spiegare il successo. A suo giudizio, Acosta era già velocissimo nella stagione precedente e nel 2026 ha aggiunto soprattutto una migliore gestione della gara: ora sa scegliere con maggiore precisione i momenti in cui attaccare e quelli in cui conservare le energie.
La gara di Spielberg ha cambiato tutto
Il fine settimana austriaco aveva fornito indicazioni interessanti già nelle prime prove, con le due KTM davanti a tutti. Nella gara breve del sabato, inoltre, Acosta sembrava avviato al successo con quasi tre secondi di vantaggio, prima di perdere il controllo alla chicane a tre giri dalla conclusione e lasciare la vittoria a Jorge Martín.
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La domenica il copione è stato diverso. Partito dalla prima fila ma arretrato nelle fasi iniziali, Acosta ha recuperato terreno, ha superato Martín e ha tagliato il traguardo con 1"017 di margine sull'Aprilia del connazionale; terzo Marco Bezzecchi. La successiva simulazione di una caduta alla stessa chicane ha trasformato l'errore del giorno prima in un gesto di ironia, a 22 anni e dopo 56 partenze in MotoGP.
KTM saluta il suo giovane campione
Per KTM si è trattato del primo successo in MotoGP dal 2022, quando Miguel Oliveira vinse in Thailandia, oltre che della terza affermazione sul circuito di casa dopo quelle dello stesso Oliveira nel 2020 e di Brad Binder nel 2021. Il risultato assume un peso particolare perché il 2026 rappresenta l'ultima stagione di Acosta con la squadra austriaca.
Dal 2027 il pilota murciano passerà infatti al team ufficiale Ducati, dove affiancherà Marc Márquez. Il dirigente di KTM Gottfried Neumeister ha raccontato di aver tentato di convincerlo a restare e ha riferito la risposta ricevuta: «Sono spagnolo, voglio avere la stessa arma e battere Marc».
Il punto di forza è nella guida
L'analisi di Espargaró non si limita ai risultati. Secondo il collaudatore, Acosta possiede una tecnica difficile da imitare, basata sull'uso del corpo durante le frenate e nella fase centrale della curva. Anche la struttura fisica del pilota, con braccia lunghe, contribuirebbe a creare un effetto che aiuta a rallentare e a far ruotare la moto.
Nel frattempo Pol continua a essere coinvolto nello sviluppo del progetto KTM per il nuovo motore da 850 centimetri cubici, destinato al 2027. Il suo giudizio sul vantaggio ottenuto da Nicolò Bulega grazie ai test sulla Ducati di nuova generazione è stato netto: lo ha definito «una follia».
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