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Flotte, riparazioni quasi raddoppiate: il dato che cambia il post-vendita

Il costo medio degli interventi di carrozzeria per le flotte è salito da 1.114 euro nel 2021 a 2.086 euro nel 2025: un aumento dell’87,4% in quattro anni.

Il costo medio degli interventi di carrozzeria per le flotte è salito da 1.114 euro nel 2021 a 2.086 euro nel 2025: un aumento dell’87,4% in quattro anni. Il dato, ricavato dall’analisi CSM360, si inserisce in una trasformazione più ampia che coinvolge tempi di riparazione, diagnosi, disponibilità dei ricambi e gestione dei veicoli fermi.

L’elaborazione, realizzata nell’ambito del 6° Aftermarket Report di SICURAUTO.it, prende in esame oltre 100.000 interventi riferiti a circa 50.000 veicoli. Il campione fotografa un settore nel quale la crescente complessità tecnica rende sempre meno efficace considerare ogni riparazione come un’attività dello stesso tipo.


Tre percorsi per leggere il post-vendita

Il patrimonio analizzato da CSM360 – Car Service Management 360 comprende per il 36% autovetture e per il 64% veicoli commerciali leggeri. I veicoli elettrificati rappresentano circa il 20% del totale, mentre le marche emergenti raggiungono una quota vicina al 10%.

Per interpretare correttamente questi numeri, gli interventi sono stati separati in tre gruppi. Il primo riguarda i danni da collisione e le lavorazioni di carrozzeria; il secondo comprende tagliandi, sostituzioni di parti soggette a usura e altre operazioni rapide; il terzo riunisce guasti meccatronici e manutenzioni straordinarie, dove entrano in gioco componenti meccanici, elettronici ed elettrici.

Questa distinzione consente di mettere in evidenza dinamiche differenti. Nei sinistri pesa soprattutto l’incremento dell’importo autorizzato, nella manutenzione programmata si allungano i tempi di esecuzione, mentre gli interventi meccatronici risentono della maggiore presenza di centraline, software, sistemi elettronici e dispositivi di assistenza alla guida.


La complessità pesa sui tempi

Il cambiamento tecnologico non incide soltanto sul prezzo dei componenti. La diagnosi elettronica, la necessità di ricalibrare i sistemi ADAS, la ricerca dei ricambi e il coordinamento tra officine e rete assistenziale condizionano sempre più il percorso della singola pratica.

Per le flotte aziendali e per il noleggio, quindi, il risultato finale dipende da una combinazione di fattori: competenze tecniche, strumenti disponibili, autorizzazioni, organizzazione dei riparatori e capacità di procurare rapidamente i materiali necessari. Anche il fermo tecnico assume un ruolo centrale, perché ogni ritardo prolunga l’indisponibilità del veicolo.

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L’analisi mostra così tre aree operative diverse, unite però da una stessa tendenza: la riparazione non è più soltanto un lavoro eseguito in officina. È un processo che richiede il coordinamento dell’intera filiera del post-vendita, dai ricambisti agli operatori specializzati nella gestione delle flotte.


Sinistri, l’importo sale dell’87,4%

L’aumento del costo medio dei danni da collisione è coerente con una tendenza già rilevata anche nel comparto assicurativo. La maggiore sofisticazione dei veicoli, il valore più elevato dei componenti e la diffusione dei sistemi elettronici contribuiscono a rendere più onerose le riparazioni.

Nel campione CSM360, la spesa media autorizzata per gli interventi di carrozzeria è passata dai 1.114 euro del 2021 ai 2.086 euro del 2025. La crescita complessiva è pari all’87,4% e riguarda il valore approvato dalla flotta dopo la valutazione tecnica ed economica della pratica.

Questo indicatore non coincide necessariamente con il preventivo iniziale preparato dall’officina. Come avviene anche nelle procedure assicurative, la cifra conclusiva può cambiare durante l’istruttoria, sulla base degli accertamenti svolti e delle decisioni assunte nel corso della gestione del sinistro.

Il dato suggerisce inoltre che non sia aumentato soltanto il prezzo delle riparazioni: si è modificata anche la composizione degli interventi che arrivano in officina. È questo uno degli elementi che rende necessario osservare separatamente sinistri, manutenzione ordinaria e guasti complessi, invece di ricondurli a un’unica categoria.

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