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Motori 2 min di lettura7 ore fa

165 multe in 4 mesi: la targa era sbagliata, verbali cancellati

Un’inversione di due cifre dopo il cambio d’auto ha fatto scattare sanzioni per circa 10.800 euro, nonostante il regolare contrassegno per disabili

Per quattro mesi un’automobilista bolognese si è ritrovata destinataria di 165 sanzioni, per una somma complessiva vicina ai 10.800 euro. Il caso è arrivato davanti al giudice di pace, che ha riconosciuto l’errore alla base dei verbali e ha disposto l’annullamento delle multe contestate nei tre ricorsi presentati.


Il sistema ha letto una targa errata

La vicenda è iniziata tra novembre 2024 e febbraio 2025, quando la donna ha attraversato ripetutamente varchi elettronici di zone a traffico limitato e corsie riservate. Ogni passaggio veniva registrato come una violazione, anche se l’automobilista era autorizzata a transitare in quelle aree.

L’origine dell’anomalia è stata individuata nel collegamento tra il contrassegno e la vettura utilizzata. Dopo il cambio dell’auto, infatti, nella nuova targa sarebbero state invertite due cifre durante la compilazione o l’inserimento dei dati. Di conseguenza, il sistema del gestore Bomob non riconosceva il veicolo associato al permesso e faceva partire automaticamente le sanzioni.


Il giudice riconosce l’errore

La conducente, assistita dall’avvocata Giulia Zanoli, ha scelto di contestare i verbali davanti alla sezione civile del giudice di pace. Le opposizioni sono state organizzate in tre procedimenti distinti, tutti accolti dall’autorità giudiziaria.

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Nel corso dei procedimenti è stato documentato che la donna possedeva da anni un contrassegno per disabili. Quel titolo le consentiva di utilizzare regolarmente sia le aree a traffico limitato sia i percorsi riservati, che percorreva anche più volte nell’arco della stessa giornata.


Multe annullate dopo la verifica

La ricostruzione ha quindi separato la condotta dell’automobilista dal malfunzionamento amministrativo: i transiti erano autorizzati, mentre le infrazioni dipendevano dalla mancata corrispondenza tra il permesso e la targa effettiva del veicolo. L’errore materiale aveva trasformato passaggi legittimi in violazioni registrate dalle telecamere.

I provvedimenti del giudice hanno portato alla cancellazione dei verbali oggetto dei ricorsi e, almeno per la parte esaminata nei procedimenti, hanno eliminato l’onere economico che aveva raggiunto circa 10.800 euro. Il caso mostra come un dato trascritto in modo errato possa produrre una lunga serie di sanzioni automatiche anche quando il conducente dispone dell’autorizzazione necessaria.

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