4.000Lettori online ora
Lifestyle 2 min di lettura4 ore fa

Vieri, la scelta che ha cambiato tutto: «Prima vengono le mie figlie

Al Festival dello Sport di Trento l’ex attaccante racconta la quotidianità in famiglia e spiega perché non vuole trasformarsi in allenatore.

Per Christian Vieri il calcio non occupa più il primo posto. Oggi la sua giornata ruota soprattutto intorno a Stella e Isabel, le figlie avute con Costanza, accompagnate a scuola ogni mattina e seguite nelle numerose attività quotidiane. È questa la ragione per cui, nonostante abbia conseguito il patentino, non pensa di intraprendere la carriera da allenatore.


La paternità prima della panchina

Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, Vieri ha raccontato che la scelta di restare vicino alle bambine pesa più dell’opportunità di tornare nel mondo del calcio. «Sono la più grande gioia della mia vita e voglio portarle a scuola tutte le mattine», ha spiegato parlando della sua famiglia.

L’ex attaccante ha anche descritto i ritmi di una possibile carriera tecnica come incompatibili con il suo ruolo di padre. A suo giudizio, l’allenatore vive una professione esposta: quando si vince i meriti vengono distribuiti tra società e giocatori, mentre dopo una sconfitta la responsabilità ricade soprattutto su di lui. Tra preparazione degli allenamenti, gestione dello spogliatoio e rapporti con dirigenti e presidente, il tempo trascorso a casa sarebbe minimo.

Vieri ha ammesso che diventare padre lo ha trasformato anche sul piano emotivo. Da quando sono nate le figlie si commuove più facilmente e considera la vita con Costanza un secondo tipo di felicità, diverso da quello conosciuto negli anni trascorsi a Miami lavorando per la televisione del Paris Saint-Germain.


Una casa piena di impegni

La quotidianità della famiglia è scandita da scuola, sport, lezioni e feste. Le bambine hanno praticato padel e ginnastica artistica; Stella si dedica anche all’atletica e, in questi giorni, entrambe hanno iniziato il pianoforte. Vieri racconta di passare gran parte del tempo a fare da accompagnatore, tra appuntamenti a Milano e trasferte per i compleanni delle compagne.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

In casa non mancano neppure gli scherzi. Una figlia lo chiama “Bobogol”, l’altra “Panzone”, mentre entrambe gli chiedono di portarle a Barcellona per incontrare Lamine Yamal. Il padre, però, riconduce tutto a una priorità semplice: «La cosa importante è che siano felici».


Dalle cene presto alle vecchie diete

La vita familiare ha modificato anche gli orari dell’ex bomber. A casa Vieri si cena intorno alle 19.30 e lui sostiene di preparare insalate molto buone, anche se continua a fare i conti con la passione per il cibo e con i propositi di dieta spesso rinviati al giorno successivo.

Da calciatore, ha ricordato, seguiva invece un regime rigidissimo e per anni mangiava soprattutto bresaola, prosciutto e pasta in bianco. Nella sua memoria ci sono anche i biscotti Plasmon di Filippo Inzaghi: secondo il racconto di Vieri, la Nazionale non partiva per una trasferta se non erano disponibili.

Oggi, non allenandosi più come quando percorreva dieci chilometri durante le partite, deve fare maggiore attenzione a ciò che mangia. La sua nuova routine, tuttavia, sembra avere una priorità ben precisa: stare a casa e condividere con le figlie il maggior numero possibile di momenti della giornata.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere