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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Adozioni, il dubbio che frena gli italiani: cosa serve davvero

La ricerca evidenzia le difficoltà più comuni dopo l’ingresso in casa e indica il ruolo decisivo di veterinari, rifugi e associazioni.

L’adozione non termina con l’arrivo dell’animale nella nuova casa. In Italia il 46% delle persone dichiara di aver accolto un animale da un rifugio o da un’associazione, ma molti adottanti si trovano ad affrontare dubbi e difficoltà per i quali non si sentono abbastanza preparati.


Le incognite iniziano prima dell’adozione

Soltanto il 56% degli italiani afferma di sapere con sufficiente chiarezza come si svolga il percorso di adozione. Al contrario, il 16% non saprebbe nemmeno da quale passaggio cominciare. La ricerca, realizzata da Censuswide per Mars su più di 26.000 persone in 14 Paesi, mostra quindi una conoscenza ancora parziale dell’iter.

A pesare maggiormente è la mancanza di informazioni sull’animale prima dell’ingresso in famiglia. Il 33% dei neo-adottanti teme di non conoscere la sua storia clinica, mentre il 22% si interroga sulla compatibilità con il proprio stile di vita. Tra le persone che desiderano adottare, il 13% rimanda la decisione per paura di non riuscire a rispondere adeguatamente alle necessità del pet; il 16% afferma invece che un maggiore affiancamento da parte di professionisti renderebbe la scelta più semplice.


Comportamenti difficili da gestire

Le prime settimane possono mettere alla prova anche chi ha già deciso di accogliere un animale. Solo il 36% degli intervistati si sente pronto a gestire eventuali reazioni aggressive, mentre il 38% sa come affrontare disturbi del sonno o regressioni nell’educazione alla pulizia della casa.

Il 28% considera utile ricevere, quando necessario, un aiuto specifico per favorire l’inserimento e affrontare i comportamenti problematici. Il 25% vorrebbe il sostegno diretto di rifugi o associazioni nel caso di possessività verso cibo e oggetti; il 19% indica invece l’educazione al guinzaglio tra gli ambiti in cui sarebbe importante avere indicazioni pratiche.


Anche l’alimentazione resta un’incognita

Le informazioni mancanti riguardano anche la dieta seguita prima dell’adozione. In Italia il 13% dei nuovi proprietari non conosce le abitudini alimentari precedenti del proprio animale e deve quindi valutare il nuovo regime senza disporre di tutti gli elementi utili.

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Per il 50% degli italiani sarebbe importante poter consultare veterinari o specialisti della nutrizione animale. Un ulteriore 34% chiede suggerimenti personalizzati per scegliere l’alimentazione più adatta a un pet appena adottato, soprattutto nella fase iniziale di adattamento.


Il programma di Mars e il sostegno ai

Per affrontare queste criticità, in occasione del Fine settimana globale dell’adozione, Mars ha presentato il programma “Aprire la strada all’adozione responsabile”, attivo in oltre 30 Paesi. Tra gli strumenti previsti c’è il nuovo Centro per l’adozione, una piattaforma digitale con materiali informativi, indicazioni operative e contenuti realizzati con il contributo di esperti.

In Italia l’azienda proseguirà inoltre le attività a sostegno dei rifugi. Nel mese di ottobre, i dipendenti Mars parteciperanno a iniziative di volontariato organizzate attraverso il Programma di volontariato Mars, a beneficio di Balzoo Disabilandia, progetto di Balzoo dedicato agli animali con disabilità o fragilità permanenti.

Luigi Griffini, presidente e fondatore di Balzoo / Banco Italiano Zoologico APS, ha sottolineato che la responsabilità della famiglia continua per tutta la vita dell’animale e che il supporto non dovrebbe fermarsi al momento dell’adozione. Nel 2025 Balzoo ha contribuito a trovare casa a 5.826 animali, in prevalenza gatti, e con Disabilandia punta a dimostrare che anche un gatto con disabilità può vivere serenamente in famiglia e offrire affetto e compagnia.

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