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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Nannini mette Schwazer alla prova: il triathlon è il nuovo obiettivo

La cantante si allena con l’ex marciatore, che nel frattempo prepara le controanalisi per la nuova contestazione legata all’EPO.

Il prossimo traguardo di Gianna Nannini non è soltanto musicale: la cantante senese vuole affrontare una gara di triathlon e ha scelto Alex Schwazer come allenatore. L’ex marciatore, intervenuto con lei al Festival dello Sport di Trento, ha raccontato un rapporto nato a Merano e fatto di allenamenti rigorosi, tanto da doverle spesso frenare l’entusiasmo.

La loro collaborazione si intreccia con una fase delicata per Schwazer, che ha deciso di sottoporsi alle controanalisi sul campione B dopo la nuova contestazione di positività all’EPO. L’esame potrebbe diventare un passaggio importante nella vicenda che lo riguarda.


Nannini accelera, Schwazer la frena

Nannini ha spiegato di aver proposto personalmente a Schwazer di seguirla nella preparazione per la prossima prova di triathlon. «Gli ho chiesto se mi avrebbe potuta allenare per la prossima gara di triathlon. E lui mi ha detto sì. Da lì è nato tutto», ha raccontato dal palco di Piazza Duomo, aggiungendo di essere rimasta colpita dalla professionalità dell’ex atleta, pur non conoscendone inizialmente la storia.

Secondo Schwazer, la cantante non ha bisogno di stimoli per affrontare il lavoro fisico. Il problema, semmai, consiste nel contenerne la determinazione: «Lei è molto molto metodica. Allenarla è molto facile, perché non è l’atleta che devi motivare per fare degli allenamenti specifici. Più che altro devi frenarla».

L’ex marciatore ha anche ricordato di aver assistito con la moglie a un concerto di Nannini a Berlino. Ha descritto la cantante come energica e naturale sul palco, ma molto concentrata e poco incline a parlare quando si allena.

La musicista, a sua volta, ha provato a rilanciare la sfida: vorrebbe convincere Schwazer a cimentarsi proprio nel triathlon. Lui, però, ha respinto l’idea con ironia, spiegando di non essere portato per il nuoto e paragonandosi a Fantozzi.


Il passato sportivo torna al centro

Prima dell’ingresso di Nannini, Schwazer aveva ripercorso con Furio Zara le tappe più difficili della propria carriera. Il momento più alto è stato l’oro nella 50 chilometri ai Giochi di Pechino; in seguito sono arrivate le contestazioni per EPO, a partire dal 2012, prima delle Olimpiadi di Londra. Nel suo racconto ha citato anche la positività del 2016, che non ha mai ammesso, e l’ultimo caso emerso il 26 aprile durante una gara in Germania.

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L’ex marciatore ha detto di aver desiderato partecipare ai Giochi di Tokyo per disputare ancora una volta la 50 chilometri, consapevole che l’età riduce le occasioni per un atleta di vertice. Dal 2016, ha spiegato, non ha saltato nessuna udienza e ha seguito direttamente ogni passaggio della vicenda, pagando però un prezzo elevato nella vita familiare.

Schwazer ha ammesso di essere stato spesso assente in casa, anche quando fisicamente c’era, perché concentrato soprattutto sul caso e sulla provetta. Oggi, ha sottolineato, non ripeterebbe quelle scelte e si considera il genitore più disposto ad accontentare i figli.

A sostenerlo, ha aggiunto, è rimasta sempre la moglie, descritta come una persona intelligente e tollerante. La solitudine, secondo il suo racconto, si è fatta sentire soprattutto nell’ambiente sportivo italiano: dopo un certo punto, tutto ciò che aveva fatto in precedenza sembrava non avere più alcun peso.


La nuova prova sul campione B

La vicenda più recente è ora entrata in una fase diversa. Schwazer ha accettato di procedere con la prova B, anche perché l’agenzia antidoping tedesca ha aperto alla possibilità di utilizzare un metodo di analisi specifico per il nuovo esame.

«Sto abbastanza bene anche se le ultime settimane sono state particolari perché è spuntata una positività cui devo rispondere e quindi sto cercando di capire un po’ di cose», ha detto. Ha precisato di non aver mai richiesto in precedenza la prova B, ma di aver dato la propria disponibilità per motivi procedurali e perché si è presentata l’opportunità di una verifica con quel metodo.

L’ex marciatore attende adesso l’esito delle controanalisi, convinto che possano fornire elementi rilevanti sul caso. Nel frattempo, tra la preparazione di Nannini e il nuovo passaggio della sua lunga vicenda giudiziaria e sportiva, Schwazer resta al centro di due sfide molto diverse.

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