Thomas Markle, sequestrato materiale in un deposito messicano
Le autorità hanno acquisito computer e riviste a Rosarito; il padre di Meghan nega di essere legato al box.
La polizia messicana ha sequestrato materiale pedopornografico in un deposito di Rosarito attribuito a Thomas Markle.
Meghan Markle ha definito le recenti rivelazioni «profondamente turbanti» e ha ribadito che la scelta di escludere il padre dalla vita dei figli era stata presa per tutelarli.
La Metropolitan Police ha confermato di avere ricevuto nel gennaio 2019 una segnalazione relativa alle accuse rivolte a Thomas Markle. L'operato degli agenti è ora esaminato dall'ufficio indipendente che controlla le forze dell'ordine in Inghilterra e Galles, per chiarire perché le informazioni non furono inoltrate agli investigatori statunitensi e filippini.
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La verifica sul deposito
L'intervento a Rosarito è scattato dopo una segnalazione alla polizia messicana sulla presenza di contenuti sospetti in un box di circa cinque metri quadrati. Un mandato ha consentito agli investigatori di entrare nel locale e portare via computer, chiavette, videocassette e riviste.
Il materiale sarebbe stato trovato all'interno di una ventina di scatoloni. La ricostruzione attribuita al quotidiano britannico comprende pubblicazioni, fotografie e negativi riguardanti minori vittime di abusi sessuali. Per ora Thomas Markle non è stato formalmente incriminato e, tramite una persona del suo entourage, ha negato sia di avere preso in affitto il deposito sia di essere coinvolto nella vicenda.
Le accuse emerse nelle Filippine
Il caso messicano si aggiunge a quanto riferito nei mesi passati nelle Filippine, Paese nel quale Thomas Markle si era stabilito nei primi mesi del 2025. Il figlio Thomas Markle Jr aveva raccontato di avere individuato contenuti pedopornografici su alcuni dispositivi del padre e di avere informato le autorità americane e il Centro nazionale per i minori scomparsi e sfruttati.
In un'intervista aveva parlato di migliaia di immagini e di un filmato con una bambina. Thomas Markle aveva respinto ogni accusa, spiegando che computer e telefoni erano rimasti fuori dalla sua disponibilità per quasi due anni, dopo essere stati imballati in Messico e spediti via nave verso le Filippine.
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L'uomo aveva chiesto un'analisi informatica per stabilire l'origine dei contenuti, il momento del loro trasferimento sui dispositivi e le persone che vi avevano avuto accesso. Aveva inoltre escluso rapporti sessuali con minorenni, ammettendo soltanto di avere pagato donne adulte durante alcuni soggiorni nelle Filippine.
La rottura tra Meghan e il padre
Thomas Markle Jr, che in passato aveva difeso il genitore, ha successivamente preso le distanze da lui. Rivolgendosi pubblicamente a Meghan, si è scusato e ha detto di comprendere le ragioni per cui la duchessa aveva chiuso i rapporti con il padre e gli aveva impedito di incontrare i nipoti.
Nel 2019 Meghan ricevette una lettera firmata dalla prima moglie di Thomas Markle, Roslyn Loveless, deceduta nel 2024. Stando alla ricostruzione disponibile, la donna accusava l'ex marito di abusi sessuali su minori e sosteneva che i suoi viaggi in Filippine e Thailandia fossero legati alla possibilità, secondo lei, di avere rapporti con ragazze di 12 anni.
La missiva fu esaminata dalla squadra londinese incaricata della sicurezza dei membri della famiglia reale e poi consegnata ai rappresentanti del duca e della duchessa di Sussex. Harry e Meghan avrebbero valutato di rendere pubbliche quelle informazioni, ma un agente li avrebbe invitati ad attendere: «Lasciate fare a noi, ce ne occuperemo».
Meghan ha spiegato di avere interpretato quelle rassicurazioni come la conferma di un'indagine in corso. Dopo l'amputazione di una gamba subita da Thomas Markle alla fine del 2025, la figlia gli avrebbe inviato una lettera molto dura, ribadendo il divieto di avvicinarsi ai nipoti Archie e Lilibet.
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