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Lifestyle 3 min di letturaAggiornato 22 ore fa

Scuola, la manovra prevede quasi 7mila posti in meno

La legge di Bilancio 2027 prevede 6.974 posti in meno nella scuola pubblica dal prossimo anno scolastico.

Aggiornamento del 1 nov, 13:01

Giuseppe Conte ha definito sui social la legge di Bilancio una «manovra di Halloween», criticando i 14 miliardi aggiuntivi destinati nel biennio ad armi e difesa e le risorse giudicate insufficienti per sanità e pensioni. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rilanciato la proposta di destinare 13,5 miliardi previsti per il Ponte sullo Stretto all’edilizia scolastica e ai servizi per gli studenti.


I sindacati chiedono modifiche

La Cisl ha respinto ogni ipotesi di riduzione degli organici. La segretaria generale Daniela Fumarola ha chiesto il ritiro della misura, sostenendo che povertà educative, difficoltà degli istituti e disagio tra i giovani richiedano più risorse e personale. In caso di conferma, il sindacato appoggerà iniziative di mobilitazione.

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Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha definito la manovra «oltre le peggiori aspettative». Gianna Fracassi, responsabile della Flc Cgil, ritiene invece che la diminuzione degli alunni debba permettere di ampliare il tempo pieno, ridurre il numero di studenti per classe e rafforzare la presenza delle scuole, non di cancellare posti.

Anche l’Anief ha sollecitato indicazioni precise sulla distribuzione delle riduzioni. Il presidente Marcello Pacifico ha evidenziato che, senza conoscere i territori e le discipline coinvolte, non è possibile misurare gli effetti sul sostegno e sull’inclusione degli alunni con disabilità. Per il sindacato servono stabilità e organici adeguati.


Salvini apre a correzioni

Il vicepremier Matteo Salvini ha difeso l’operato del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, affermando che «ha fatto miracoli in questi quattro anni». Allo stesso tempo, ha ricordato che il testo potrà essere modificato durante l’iter parlamentare: «Se ci fossero delle variazioni e delle migliorie, il Parlamento è lì apposta».

Le opposizioni contestano la scelta anche per la sua concomitanza con le manifestazioni degli studenti, che chiedono maggiori investimenti nell’istruzione. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha accusato l’esecutivo di rispondere alle proteste con la soppressione di migliaia di cattedre e posti nel personale scolastico.

Anna Ascani, deputata del Pd, ha parlato di una misura destinata a comprimere il tempo scuola e a colpire soprattutto gli studenti più fragili e le aree con maggiori difficoltà. Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha definito il provvedimento «una vergogna assoluta», mentre Giuseppe Buondonno, responsabile scuola di Sinistra Italiana, ha sostenuto che servirebbero docenti stabili, non ulteriori riduzioni.


I numeri della riduzione

Il taglio è contenuto nell’articolo 66 del disegno di legge. A partire dal 1° settembre 2027, con l’avvio dell’anno scolastico 2027/2028, l’organico dell’autonomia perderà 4.925 docenti. Altri 2.049 posti saranno cancellati tra il personale Ata, che comprende impiegati amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici.

La misura si aggiunge agli interventi già programmati: 5.660 cattedre sono state eliminate nell’anno scolastico 2025/2026 e 2.174 posti Ata verranno meno dal 2026/2027. Nell’arco di tre anni scolastici, il totale raggiungerà quindi 14.808 unità.

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Secondo le stime economiche, la riduzione consentirà di risparmiare 83,9 milioni di euro nel 2027 e 251,7 milioni ogni anno dal 2028. Il governo collega l’intervento alla diminuzione delle nascite e al calo degli iscritti, ma la relazione tecnica non indica come i tagli saranno ripartiti tra regioni, livelli scolastici e classi di concorso.


Sostegno e asili nido

L’assenza di una distribuzione dettagliata lascia aperti interrogativi sugli insegnanti di sostegno, sulla continuità didattica e sull’organizzazione del tempo scuola. Con meno personale potrebbe diventare più difficile garantire lo stesso docente durante l’anno, mantenere le attività pomeridiane o conservare l’attuale estensione del tempo pieno.

Un’altra contestazione riguarda i fondi per gli asili nido comunali. Dal 2027, le somme eccedenti rispetto all’obiettivo di copertura del 33% potranno essere spostate verso altri capitoli di spesa, anche tenendo conto della diminuzione delle nascite.

Le opposizioni osservano però che il calo dei bambini non elimina automaticamente la necessità dei servizi. Nei territori dove i nidi sono già insufficienti, la richiesta delle famiglie potrebbe rimanere alta.


Confermato il contributo alle paritarie

La manovra mantiene anche per il 2027 il sostegno alle famiglie che scelgono le scuole paritarie. Il contributo può arrivare a 1.500 euro per studente, con una dotazione complessiva di 20 milioni.

La conferma di questa misura, accostata alla riduzione degli organici statali, ha alimentato le accuse delle opposizioni. Secondo i partiti contrari al provvedimento, il governo starebbe destinando risorse alle scuole private mentre riduce il personale della rete pubblica.

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