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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Torino, cinquanta abiti raccontano le muse di Capucci

Dal 6 novembre al Museo Accorsi-Ometto, un percorso tra moda, arte e guardaroba di donne celebri

La mostra “Vestire le muse” aprirà il 6 novembre al Museo delle Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino e resterà visitabile fino al 28 febbraio 2027. Il percorso riunisce cinquanta creazioni di Roberto Capucci, accostate alle donne che le hanno indossate.

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Gli abiti delle protagoniste

Ad aprire l’esposizione sarà un abito da sposa, scelto per rappresentare l’idea di regalità associata dal couturier a questo genere di creazione. Subito dopo sarà presentato il vestito in velluto portato da Rita Levi Montalcini il 10 dicembre 1986, durante la cerimonia del Premio Nobel per la Medicina alla Concert Hall di Stoccolma.

La rassegna comprende anche alcuni capi appartenuti ad attrici come Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Catherine Spaak e Valentina Cortese. Tra gli oggetti esposti figurano un abito da cocktail di Pampanini, una creazione dal taglio essenziale per Spaak, un completo da giorno e un soprabito di Bosè, oltre all’abito da sera in taffetà e velluto viola indossato da Cortese.


Le voci della lirica

Una parte del progetto è dedicata alle interpreti dell’opera. Raina Kabaivanska sarà rappresentata dal costume nero in taffetà e paillettes realizzato per “La vedova allegra” e indossato a Trieste nel 1991; per Katia Ricciarelli sarà invece esposto l’abito da concerto rosso portato a Parigi nel 1986.

La curatrice Silvia Mira definisce Capucci un artista, più che uno stilista o un sarto, e descrive le sue muse come donne capaci di comprendere e rendere visibile la meraviglia delle sue opere.

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La collezione della duchessa

Un nucleo autonomo raccoglie quindici abiti dal guardaroba della duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona. La selezione permette di ripercorrere anche la sua attività di fotografa e i viaggi documentati in luoghi come India e Siria.

Sono presenti inoltre capi messi a disposizione da Marisa, Valentina e Violetta Nasi e da Clementina Marini Clarelli. Nelle sale del percorso permanente troveranno spazio altri venti abiti creati tra gli anni Ottanta e Novanta per famiglie aristocratiche e dell’alta imprenditoria.


Disegni e progetti di Capucci

L’allestimento è completato da bozzetti organizzati per decennio, dagli anni Cinquanta al 2000, e da illustrazioni dell’autore. I materiali mostrano il passaggio dall’idea iniziale alla definizione delle linee e dei volumi.

Le creazioni saranno esposte in dialogo con gli arredi del museo, mettendo in evidenza il rapporto tra la ricerca di Capucci e le altre forme artistiche alle quali si è avvicinato nel corso della sua carriera.

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