Smutniak, il filo rosso svela il legame segreto con il Nepal
A Roma l’attrice ha alternato un cordoncino dal possibile valore simbolico a orecchini creati per lei, ispirati ai sentieri del Mustang e alle sue montagne.
Un filo rosso quasi invisibile, stretto al collo, ha accompagnato Kasia Smutniak durante la giornata romana dedicata a Mustang. In diverse tradizioni spirituali dell’area himalayana, questi fili sono associati a protezione, benedizione e fortuna, anche se non è possibile stabilire se l’attrice lo abbia scelto proprio per questo motivo.
Il contrasto con i gioielli preziosi della sera non è passato inosservato. Quel dettaglio discreto potrebbe ricordare un rito, un incontro o un’esperienza personale, ma il suo significato resta affidato alle interpretazioni.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Il dettaglio rosso prima del tappeto
Poche ore prima della prima proiezione, Smutniak ha incontrato i fotografi con un completo nero dalle linee ampie firmato The Attico. A spiccare non era tanto l’abito quanto il sottile cordoncino rosso portato intorno al collo.
La scelta appariva lontanissima dagli accessori indossati in serata, dominati da diamanti e pietre verdi. Eppure, proprio la sua semplicità ha attirato l’attenzione, aggiungendo un elemento enigmatico al look scelto per presentare il documentario.
Orecchini nati da un viaggio
Il legame con il Nepal emerge soprattutto dagli orecchini ECO, progettati da Milena Garatti appositamente per l’attrice e regista. La loro storia affonda le radici in un’esperienza cominciata oltre vent’anni fa tra le montagne del Mustang, la regione al centro del nuovo lavoro cinematografico di Smutniak.
Le due forme curve che compongono il gioiello richiamano idealmente i percorsi tracciati sui rilievi nepalesi. Allo stesso tempo, secondo l’idea alla base del progetto, quelle linee raccontano due cammini personali destinati a proseguire oltre l’oggetto che li rappresenta.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Verde come speranza e rinascita
Al centro di ciascun orecchino è incastonato un diamante naturale Fancy Green: le due pietre raggiungono complessivamente 3,05 carati. La tonalità non è soltanto una scelta estetica, perché è stata associata ai concetti di speranza e rinascita.
Le curve lasciate aperte suggeriscono continuità, trasformazione e memoria. In questo modo il gioiello diventa una sorta di racconto visivo del percorso che unisce l’esperienza nepalesе alla première romana di Mustang.
Armani e altri diamanti verdi
Per la serata alla Festa del Cinema di Roma, Smutniak ha indossato un abito nero Giorgio Armani, coordinato con quello della figlia Sophie Taricone, anche lei vestita dalla maison italiana. Gli orecchini ECO erano accompagnati da altri gioielli firmati Garatti.
Tra questi c’erano una collana Eterea, con diamanti incolori e una pietra verde Fancy Green da 2,35 carati, e un collier Universale con un diamante verde centrale di 3,15 carati. Alla stessa collezione appartenevano anche gli anelli.
I diamanti verdi sono tra le gemme meno comuni dell’alta gioielleria. La loro colorazione può formarsi attraverso fenomeni naturali capaci di alterare la struttura della pietra nel corso di milioni di anni, caratteristica che ne aumenta rarità e valore simbolico.
Continua a leggere
Kasia Smutniak e Sophie Taricone, il dettaglio ribelle visto a Roma
Nero, visi naturali e acconciature dall’aria spontanea hanno dominato la settima serata della Festa del Cinema, tra tagli corti, onde morbide e labbra nei toni fruttati
La videocamera di Pietro torna in Mustang: il film di Kasia Smutniak
Il documentario, nelle sale dal 23 novembre, ripercorre 23 anni di viaggi, lutto e rinascita attraverso gli occhi dell’attrice e la voce della figlia Sophie.
Chi è davvero Kasia Smutniak? La risposta è nel viaggio di Mustang
Alla Festa del Cinema di Roma l’attrice e regista presenta il documentario nato dal viaggio in Nepal con Pietro Taricone e dalla promessa mantenuta alla comunità di Ghami.
Mustang, la figlia di Smutniak riapre il viaggio: cosa racconta il film
Il documentario, in gara alla Festa del Cinema di Roma, ripercorre 23 anni in Nepal tra memoria familiare, speranza e futuro di una scuola.