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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Sinner: il dolore per l’addio al padre a 13 anni

Fermo da luglio per un infortunio, il tennista prepara il rientro e valuta nuovi equilibri nella squadra tecnica.

Jannik Sinner è fermo da luglio per un problema al ginocchio; il suo ritorno è atteso a fine anno. Nel frattempo ha perso il primo posto mondiale e sta affrontando una pausa che ha modificato abitudini e programmi.

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Il rientro e la squadra

Il tennista altoatesino ha spiegato di voler allungare il più possibile la propria carriera. L’assenza dalle competizioni lo ha portato a dedicarsi anche a PlayStation, libri, Formula 1 e moda, ma il campo resta il centro delle sue ambizioni.

Il rientro potrebbe avvenire in occasione del Six Kings Slam, secondo le indiscrezioni riportate nell’intervista. Al fianco di Simone Vagnozzi, inoltre, potrebbe entrare Magnus Norman: Darren Cahill, il mentore australiano, è infatti vicino alla pensione.

Sinner ha descritto la pazienza come la qualità richiesta dal periodo di recupero. «Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti», ha detto parlando del lavoro svolto in palestra, sul campo e con i fisioterapisti.


Il ricordo della famiglia

Tra i ricordi più dolorosi c’è quello della partenza da casa. Sinner aveva 13 anni e mezzo quando, a Milano, salutò il padre per trasferirsi e inseguire il percorso tennistico: «Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa. Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo ho salutato mio padre perché le nostre strade si separavano e un filo si spezzava».

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Quel distacco fu vissuto con forte sofferenza da entrambi, ma il giocatore lo considera anche l’origine della propria determinazione. La scelta, ha spiegato, non doveva andare sprecata: per onorarla servivano impegno, continuità e lavoro, senza lasciare spazio ai rimpianti.

Sulla madre ha raccontato invece che oggi riesce a seguire le sue partite dagli spalti senza allontanarsi più durante i momenti di maggiore tensione. Il rapporto con i genitori resta così legato sia alle difficoltà della crescita sia al cammino che lo ha portato ai vertici del tennis.


La vita oltre il tennis

L’infortunio ha imposto una prospettiva più ampia, ma non ha cambiato l’obiettivo di tornare a competere. Sinner ha osservato che i risultati nascono soprattutto dalla preparazione e dal lavoro quotidiano: la fortuna può aiutare in un punto, non determinare l’esito di una partita.

Fuori dal campo continua a coltivare la passione per la velocità, tra sci, automobili e go-kart. Con Kimi Antonelli parla anche di argomenti diversi dallo sport, pur riconoscendo che un successo in Formula 1 non potrebbe essere scambiato con la vittoria di un torneo del Grande Slam.

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