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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Milano, figlia arrestata per la morte del padre malato

La 56enne ha chiamato il 112 e ha raccontato di aver immobilizzato l’anziano prima del decesso

Giovanna Jacob, 56 anni, è stata arrestata a Milano per la morte del padre Carlo, 87 anni, affetto da una grave forma di demenza senile.

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Gli interessi condivisi

Prima che la malattia rendesse necessaria un’assistenza continua, padre e figlia avevano coltivato una comune passione per il cinema. Carlo Jacob, originario di Udine, aveva lavorato come critico cinematografico e partecipato a FormaCinema, progetto editoriale digitale dedicato alla memoria del Cinestudio Obraz di Brera.

Il suo contributo riguardava soprattutto il cinema scientifico e quello fantascientifico. Giovanna, invece, aveva scritto in passato per il sito di Tempi e sui propri profili si definiva cattolica, tomista e liberalconservatrice.


Le difficoltà in casa

Nell’ultimo anno le condizioni dell’87enne si erano aggravate: non riusciva più a lasciare il letto e aveva bisogno di aiuto costante. Secondo quanto riferito dalla figlia agli investigatori, le crisi erano frequenti. «Urlava, si dibatteva, di continuo», avrebbe detto durante gli accertamenti.

Da alcune settimane la donna avrebbe usato legacci, cotone e nastro adesivo per impedirgli di muoversi e gridare. Il timore che le urla disturbassero gli altri residenti sarebbe stato tra le ragioni del comportamento, anche se non risultano segnalazioni ufficiali da parte dei vicini.

La domenica del decesso, la 56enne avrebbe lasciato il padre immobilizzato nella camera mentre svolgeva alcune attività in casa. Tornata nella stanza, lo avrebbe trovato privo di vita; prima di telefonare ai soccorsi avrebbe cercato di rimuovere i legacci.

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La chiamata al 112

È stata la stessa figlia a chiedere l’intervento dei carabinieri. Al telefono avrebbe pronunciato: «Fate presto, venite, forse ho ucciso mio padre».

I militari, raggiunto l’alloggio di via don Giovanni Calabria, nella zona nord-orientale della città, hanno trovato Carlo disteso sul letto. Nella stanza erano presenti anche materiali compatibili con il racconto fornito dalla donna: strisce adesive, cotone e legacci.


L’indagine sulla morte

Dopo essere stata condotta in caserma, Giovanna Jacob ha fornito la propria versione al pm Guido Schirinnà. La donna avrebbe riconosciuto le proprie responsabilità ed è stata trasferita nel carcere di San Vittore.

L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato dal legame familiare. Saranno l’esame medico-legale e gli altri accertamenti a stabilire come sia morto l’anziano e a chiarire il ruolo della figlia.

Padre e figlia vivevano in un appartamento situato tra via Palmanova e il parco Lambro. La progressiva perdita di autonomia dell’uomo aveva reso la gestione quotidiana sempre più complessa.

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