Vanessa Scalera: «Sarò figlia finché morirò», anche senza figli
L’attrice presenta Angela, madre feroce nel film di Edoardo De Angelis, e racconta famiglia, gavetta e amore
Vanessa Scalera ha raccontato il legame con i genitori e il nuovo ruolo da protagonista nel film Il fuoco che ti porti dentro, diretto da Edoardo De Angelis e atteso al cinema dal 19 novembre. «Credo che sarò figlia finché morirò», ha detto parlando della propria esperienza e del timore per il giorno in cui perderà madre e padre.
GioiaPura
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Il ruolo di Angela
Nel film Scalera interpreta Angela, la madre dello scrittore Antonio Franchini, autore del libro da cui è tratta la pellicola. È una vedova napoletana che domina la casa con aggressività, mortifica i figli e la nuora e trasforma ogni rapporto in una prova di forza.
L’attrice ha spiegato di aver affrontato il personaggio come un’esperienza insieme inquietante e liberatoria. Angela non trattiene la parte più distruttiva di sé e non sembra condizionata dal senso di colpa: per esercitare un potere tanto duro sugli altri, ha osservato Scalera, deve essere completamente indifferente alle persone che ha davanti.
A 49 anni, questo ruolo le ha permesso di arrivare per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia da protagonista. Prima erano arrivati anni di teatro, provini e lavori diversi, tra cui Lea Garofalo, Imma Tataranni, la madre dell’Arminuta e Cosima di Avetrana.
Il diritto di raccontare i genitori
Secondo Scalera, un figlio deve poter descrivere anche gli aspetti più dolorosi del rapporto con il padre o la madre. «Mettere i genitori sotto una teca, secondo me, fa più danno», ha dichiarato, sostenendo che una persona può riconoscere la devastazione subita e, nello stesso tempo, raccontare ciò che ha imparato da quell’esperienza.
L’attrice non ritiene però che il sentimento di un figlio verso il genitore si possa definire sempre odio. Nel caso di Franchini, Angela avrebbe schiacciato i figli con la propria personalità, ma da quella vicenda lo scrittore ha ricavato anche la forza per sviluppare il proprio talento e trasformare la storia familiare in un libro poi diventato un film.
Scalera ha parlato anche della madre, infermiera e figura centrale della famiglia. Di lei ha ereditato soprattutto la dimensione interiore, mentre dal padre sente di aver preso il modo di muoversi e alcuni tratti fisici. La madre, ha raccontato, ha sempre pensato agli altri e raramente ha parlato di sé.
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L’infanzia in Puglia
A Mesagne, in provincia di Brindisi, la nonna Sisina era invece una presenza autorevole e riconosciuta nel quartiere. Negli anni Ottanta si sedeva davanti alla propria abitazione e radunava intorno a sé molte persone: Scalera la ricorda come una donna capace di imporsi anche soltanto con uno sguardo, dalla quale ha imparato il senso della dignità.
L’adolescenza dell’attrice fu molto più movimentata. Dopo una prima fase da ragazza obbediente, durante le scuole superiori arrivarono il desiderio di uscire, le notti trascorse fuori casa e una forte voglia di vivere. Nella Puglia degli anni Novanta, ha spiegato, la mancanza di telefoni e distrazioni continue costringeva i ragazzi a inventarsi il tempo libero.
Il teatro è entrato nella sua vita prima ancora che potesse frequentarlo davvero. Durante un’assemblea scolastica recitò un monologo di Franca Rame, mentre le videocassette acquistate con Repubblica le consentivano di guardare Mistero Buffo e provare a ripetere ciò che vedeva. Il cinema, invece, arrivò più tardi: il primo film rimasto impresso nei suoi ricordi è The Doors di Oliver Stone, visto a 14 o 15 anni.
Il successo dopo la gavetta
La carriera è cresciuta lentamente, attraverso il teatro, i provini e ruoli ottenuti dopo molti tentativi. La popolarità è arrivata quando Scalera aveva già superato i quarant’anni, grazie anche al personaggio di Imma Tataranni, che l’ha resa riconoscibile a un pubblico più ampio.
Nel nuovo film, la sua Angela si allontana dall’immagine tradizionale della madre votata al sacrificio. Scalera ha osservato che il cinema contemporaneo propone con maggiore frequenza protagoniste femminili complesse e madri lontane dalla sola dedizione familiare, anche se questo cambiamento non riguarda allo stesso modo tutti gli ambienti.
Sul piano personale, l’attrice ha raccontato di essere ancora profondamente legata alla propria identità di figlia. Non ha avuto figli e immagina che la perdita dei genitori sarebbe per lei particolarmente dolorosa. Con Filippo Gili, al suo fianco da vent’anni, descrive invece un rapporto stabile e molto importante.
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