Protossido di azoto, il rischio nascosto dietro i palloncini
Il gas usato per montare la panna conquista soprattutto adolescenti e preadolescenti, ma può compromettere il sistema nervoso e lasciare conseguenze permanenti.
Sembra un gioco innocuo, dura soltanto pochi minuti e può essere acquistato legalmente per il suo impiego originale. In realtà, l’uso ricreativo del protossido di azoto, noto come “droga del palloncino”, si sta diffondendo anche in Italia tra i più giovani, con possibili conseguenze molto gravi.
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Un fenomeno che coinvolge anche i 12enni
La fascia più interessata sarebbe quella compresa tra i 13 e i 17 anni, ma il consumo riguarda in alcuni casi anche ragazzi di 12 anni. A favorire la diffusione contribuiscono la facilità di reperimento e il basso costo, oltre alla convinzione che una sostanza legale sia automaticamente priva di rischi.
Il protossido di azoto è un gas anestetico composto da azoto e ossigeno. Viene utilizzato, tra le altre cose, per preparare la panna montata e per gonfiare i palloncini: proprio da quest’ultimo impiego deriva il nome con cui viene indicato nel contesto dello sballo.
Effetti rapidi, pericoli sottovalutati
Per assumerlo a scopo ricreativo, il gas viene introdotto in un palloncino e poi inalato. In pochi istanti può provocare euforia, alterazioni della percezione, formicolii o intorpidimento, fino alle allucinazioni. La sensazione tende a esaurirsi rapidamente, spesso nel giro di alcuni minuti, e non lascia necessariamente segni evidenti.
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Questa breve durata può indurre a sottovalutare il pericolo e consentire, almeno in apparenza, di tornare alla normalità senza destare sospetti. Tuttavia, l’assenza di tracce visibili non coincide con l’assenza di danni: il gas raggiunge velocemente il cervello e può interferire con il funzionamento del sistema nervoso.
La vitamina B12 è il punto critico
Il protossido di azoto può rendere inattiva la vitamina B12, elemento indispensabile per mantenere integra la guaina mielinica che riveste e protegge i nervi. Quando questo meccanismo viene compromesso, possono comparire problemi neurologici di diversa gravità.
Tra le conseguenze indicate rientrano paralisi, deficit cognitivi e psicosi. In alcuni casi le lesioni possono diventare irreversibili: per questo la rapidità dell’effetto e la legalità del prodotto non devono essere scambiate per garanzie di sicurezza.
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